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Cassazione Penale, Ordinanza n. 38699/2025 del 01/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorreva per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Torino che aveva confermato la condanna di primo grado a quattro mesi di arresto e 800 euro di ammenda, con pena sospesa, per il reato previsto dall'art. 4 della legge n. 110 del 1975. Nel ricorso venivano dedotti motivi ritenuti dalla Corte di cassazione generici, aspecifici e manifestamente infondati. In particolare, si contestava la ricostruzione probatoria fondata sulle immagini di videosorveglianza interne a un bar, che mostravano l'imputato mentre brandiva un coltello e gettava a terra altri oggetti, nonché sulle dichiarazioni del cugino. Si censurava inoltre il rigetto della richiesta di sostituzione della pena detentiva con pene sostitutive, nonostante la sospensione condizionale, e si lamentava la dosimetria sanzionatoria senza che risultasse un motivo specifico sul punto in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la responsabilità fosse stata congruamente motivata dai giudici di merito sulla base delle immagini di videosorveglianza e delle dichiarazioni testimoniali richiamate. Ha inoltre ritenuto corretta la decisione di non applicare pene sostitutive, poiché la sostituzione delle pene detentive brevi è preclusa in caso di concessione della sospensione condizionale della pena, ai sensi dell'art. 71 d.lgs. n. 150 del 2022. Quanto alla censura sulla pena, la Corte ha rilevato che non risultava uno specifico motivo di appello sul trattamento sanzionatorio, con conseguente inammissibilità anche di tale doglianza. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 4 l. n. 110 del 1975

    È la norma incriminatrice contestata all'imputato; dalla decisione emerge che la condanna di merito è stata confermata sulla base di prove ritenute decisive circa la condotta di porto/uso del coltello.

  • art. 71 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Viene richiamato per affermare il divieto di sostituzione delle pene detentive brevi quando sia concessa la sospensione condizionale della pena.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità sono inammissibili le censure che si limitino a contestazioni generiche o aspecifiche della motivazione di merito, senza confrontarsi puntualmente con le argomentazioni della sentenza impugnata.
  • La motivazione fondata su videoregistrazioni e su dichiarazioni testimoniali può sorreggere la condanna quando consenta di identificare la condotta contestata in modo chiaro e coerente con gli altri elementi di prova.
  • La richiesta di sostituzione della pena detentiva breve non è proponibile quando la pena sia già stata sospesa condizionalmente, se opera il divieto legislativo introdotto dall'art. 71 d.lgs. n. 150 del 2022.
  • In cassazione è inammissibile la doglianza sulla dosimetria della pena se nel precedente grado di merito non risulti dedotto uno specifico motivo sul punto.

Come è indicizzato

MaterieFalsità in atto pubblicoImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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