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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20113/2024 del 21/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cabras impugna la sentenza di conferma dell'appello (15/05/2023) che l'aveva ritenuto colpevole di: 1) bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione limitatamente all'acquisto di un ramo d'azienda da Pauletto Giorgio (valore 20.000 euro); 2) bancarotta fraudolenta documentale (omessa consegna/occultamento di scritture contabili ricevute dal commercialista); 3) bancarotta fraudolenta impropria cd. tributaria (sistematico omesso versamento di imposte, contributi e ritenute dal 1998 al 2015, con rilevante debito verso l'Erario e enti previdenziali). Con sei motivi deduce principalmente: vizio e insufficiente motivazione, travisamento della prova, assenza del dolo richiesto (sostenendo atti meramente gestori o finalità di elusione fiscale), preesistenza dello stato di insolvenza alla sua nomina che escluderebbe nesso causale, e che le scritture erano comunque acquisite dal curatore.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo in relazione all'imputazione di bancarotta fraudolenta documentale: ha ritenuto integrato l'elemento materiale (omessa consegna delle scritture) ma ha constatato l'assenza di adeguata motivazione sulla sussistenza del dolo specifico richiesto per la sottrazione delle scritture (dolo diretto a recare pregiudizio ai creditori o a procurare un ingiusto profitto). Pertanto la sentenza è stata annullata limitatamente a quel capo e rinviata per nuovo esame ad altra sezione della Corte d'appello di Milano. Per il resto (bancarotta patrimoniale per distrazione e bancarotta impropria cd. tributaria) il ricorso è stato rigettato: la Cassazione ha confermato che le condotte del Cabras, pur innestandosi su una situazione di preesistente insolvenza, hanno contribuito ad aggravare il dissesto; il reato di distrazione richiede il dolo generico (non la consapevolezza dello stato di insolvenza) e la sottrazione del bene alla massa attiva è penalmente rilevante anche se poi il bene fosse comunque rinvenuto; la bancarotta impropria tributaria è stata ritenuta integrata dal sistematico inadempimento fiscale e previdenziale, prevedibile nel suo esito di aggravamento del dissesto.

Norme richiamate

  • art. 192 c.p.p.

    richiamato in relazione al vizio di motivazione denunciato, quale regola procedurale connessa al procedimento di impugnazione

  • art. 533 c.p.p.

    richiamato in relazione ai requisiti della motivazione della sentenza impugnata

  • art. 110 c.p.

    richiamato nei motivi di ricorso per profili di partecipazione e concorso di persone nei reati contestati

  • art. 216, comma 1, lett. b) legge fall. (R.D. 16 maggio 1942, n. 267)

    disciplina le ipotesi di bancarotta fraudolenta documentale; distingue tra sottrazione/occultamento (dolo specifico) e fraudolenta tenuta (dolo generico)

  • art. 223, comma 1 e comma 2, n.2 legge fall.

    disciplinano la bancarotta patrimoniale e la bancarotta per operazioni dolose che cagionano il fallimento; la seconda comprende il sistema di operazioni dolose (es. sistematico omesso versamento di imposte) che rendono prevedibile il dissesto

  • art. 216, comma 1 n.1 legge fall.

    riguarda le disposizioni patrimoniali rilevanti per la bancarotta fraudolenta (distrazione, occultamento, dissipazione)

  • art. 41 c.p.

    principio del concorso di cause: la preesistenza di una causa efficiente di dissesto non esclude la rilevanza di successivi atti dolosi che aggravano il dissesto

  • art. 10 D.lgs. n. 74/2000

    richiamato dalla difesa come possibile reato alternativo (frode fiscale), ma non ritenuto qui idoneo a sostituire la qualificazione di bancarotta documentale ove sussista dolo specifico

Massime di principio

  • Bancarotta per distrazione: è sufficiente il dolo generico (la consapevole volontà di destinare beni a finalità estranee alla garanzia dei creditori); non è necessaria la conoscenza dello stato di insolvenza.
  • Recupero successivo del bene non esclude il reato: la sottrazione si perfeziona al momento del distacco dalla massa e il successivo rinvenimento non annulla la condotta penalmente rilevante.
  • Bancarotta impropria cd. tributaria: il sistematico omesso versamento di imposte e contributi può integrare operazioni dolose e, se prevedibile l'esito dissestante, costituisce elemento soggettivo idoneo alla configurazione del reato.
  • Preesistenza dell'insolvenza non esclude responsabilità: la condotta dell'amministratore che prosegue e/o aggrava il dissesto può concorrere causalmente al fallimento e integrare il reato anche se il dissesto era in parte già formato.
  • Bancarotta documentale (sottrazione): occorre motivazione specifica sul dolo specifico (volontà di recare un pregiudizio ai creditori o di procurare un ingiusto profitto); la mera omessa consegna di documenti, se non adeguatamente contestualizzata nella volontà, può non integrare la fattispecie specifica.
  • Per difendersi in casi simili è importante documentare: a) la provenienza e l'uso di somme per acquisti aziendali (dimostrare che non siano state sottratte risorse sociali), b) le consegne effettive di scritture al curatore o l'impossibilità oggettiva di consegna, c) decisioni gestorie motivate e coerenti con l'interesse sociale, d) eventuali tentativi di regolarizzazione fiscale e comunicazioni e notifiche ricevute.
  • Il giudice deve sempre esplicitare in motivazione sia gli elementi oggettivi sia quelli soggettivi (in particolare il dolo specifico per la documentale); in mancanza di motivazione sul dolo specifico la decisione su quel capo è annullabile e rinviabile.

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