Cassazione Penale, Sentenza n. 44726/2024 del 05/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorsi per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Venezia che aveva confermato il sequestro preventivo e il sequestro finalizzato alla confisca (anche per equivalente) di ingenti crediti d'imposta ritenuti il frutto di false attestazioni e di indebita compensazione. I ricorrenti censuravano: mancata autonoma valutazione del GIP nella convalida del decreto di urgenza; errata determinazione del momento consumativo del reato (affermando che la confisca per equivalente è applicabile solo se il profitto è stato effettivamente realizzato tramite riscossione o compensazione); errata interpretazione normativa circa l'obbligo dello Stato Avanzamento Lavori (SAL) per il "bonus facciate"; e vizi nell'esecuzione del sequestro (estensione a cespiti non pertinenti, mancanza di stima e indeterminatezza dei beni vincolati).
La decisione
La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per motivi manifestamente infondati, generici e non consentiti. Ha ritenuto che il GIP avesse svolto una valutazione autonoma, seppure sintetica, richiamando e vagliando le risultanze investigative; che la maggior parte del sequestro fosse correttamente adottata ai sensi dell'art. 321 c.p.p. a fini impeditivi/anticipatori per il rischio di dispersione o di aggravamento delle conseguenze del reato; che la norma di interpretazione autentica sul "bonus facciate" rende la liquidazione per SAL facoltativa ma non legittima l'erogazione di crediti per lavori mai svolti; e che le contestazioni sulle modalità esecutive del sequestro non erano proponibili in sede di riesame/cassazione ma con la procedura dell'incidente di esecuzione. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Il sequestro preventivo è stato ritenuto legittimo in via impeditiva/anticipatoria per evitare la dispersione dei crediti o il loro utilizzo per aggravare le conseguenze del reato; la finalità di cui all'art. 321, commi 1 e ss., giustifica il vincolo anche prima della verifica definitiva del danno.
art. 322-ter cod. pen. e art. 640-quater cod. pen. (confisca per equivalente)
La confisca per equivalente è applicabile con riferimento ai profitti del reato; la Corte ha però evidenziato che il sequestro è stato disposto prevalentemente ai sensi dell'art. 321 e non esclusivamente in vista della confisca per equivalente, circostanza che giustifica il vincolo anche in presenza di profili di accertamento ancora pendenti.
Rilevata la sussistenza, in termini indiziari, di condotte finalizzate all'ottenimento di indebiti crediti d'imposta mediante false attestazioni; tali imputazioni hanno sorretto la misura cautelare reale.
artt. 309, comma 9 e 327, comma 7 cod. proc. pen.
Lamentata mancanza di autonoma valutazione del GIP è stata respinta: il giudice ha compiuto un autonomo vaglio degli atti investigativi (anche per ciascun capo), adeguato alla mole probatoria e conforme al principio di motivazione.
art. 121, comma 1-bis, d.l. 19 maggio 2020, n. 34 e art. 2-ter d.l. 16 febbraio 2023, n. 11 (convertito)
«per gli interventi diversi da quelli di cui all'articolo 119 del citato decreto-legge, la liquidazione delle spese per i lavori in base a stati di avanzamento costituisce una mera facoltà e non un obbligo"
La norma di interpretazione autentica rende la liquidazione SAL facoltativa per i bonus diversi dal superbonus (es. bonus facciate), ma non autorizza il riconoscimento di crediti per lavori non iniziati o mai eseguiti; resta necessario un quadro documentale che attesti la fondatezza del diritto al credito.
art. 12-bis, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 (indebita compensazione)
Utilizzata nelle contestazioni relative ai crediti ottenuti mediante indebita compensazione; la Corte ha rilevato che per la parte riguardante l'indebita compensazione il sequestro può trovare fondamento, salvo che la difesa specifichi i limiti per ciascun credito.
Consente la condanna alle spese processuali e all'irrogazione di una somma in favore della Cassa delle ammende nel caso di ricorsi ritenuti infondati; la Corte ha applicato tale sanzione valutando profili di colpa nell'impugnazione.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Disposizione procedurale richiamata per i termini e modi di formulazione dei motivi di cassazione; la Corte ha rilevato che i ricorsi non rispettavano l'onere di specificità richiesto.
Massime di principio
- Il GIP può richiamare atti investigativi ma deve comunque svolgere un'autonoma valutazione dei fatti; tale valutazione può essere sintetica se adeguatamente motivata e riferita al compendio probatorio.
- Il sequestro preventivo ai sensi dell'art. 321 c.p.p. può essere adottato anche in via anticipatoria/impeditiva per evitare dispersione o utilizzi dei beni che aggravino le conseguenze del reato, indipendentemente dalla completa definizione del danno.
- La confisca per equivalente richiede il collegamento con un profitto concretamente ottenuto; tuttavia, il dubbio sulla consumazione di parte delle condotte non preclude automaticamente il sequestro preventivo quando prevale la finalità impeditiva.
- Le norme di interpretazione autentica sul regime dei crediti d'imposta (es. "blocco crediti") possono rendere facoltativo l'uso del SAL per bonus diversi dal superbonus, ma non autorizzano il riconoscimento di crediti per lavori mai iniziati: è sempre necessaria documentazione probatoria che dimostri l'effettivo svolgimento o l'avvio degli interventi.
- Le censure generiche e non distinte capo per capo sono spesso inammissibili in sede di impugnazione; la difesa deve indicare elementi specifici e riferimenti puntuali per ciascuna contestazione.
- Questioni relative alle modalità esecutive del sequestro (modalità di vincolo, stima, individuazione di beni) devono essere proposte mediante incidente di esecuzione e non nel riesame o in cassazione.
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