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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29951/2026 del 06/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Bari dell'11/07/2025. Dal testo emerge che i motivi riguardavano: (1) il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., censurato con argomentazioni ritenute generiche e sostanzialmente ripetitive di doglianze già esaminate e respinte dalla corte territoriale; (2) la mancata valutazione officiosa, in sede di appello, della possibilità di sostituire la pena detentiva, doglianza ritenuta manifestamente infondata perché la sostituzione deve essere specificamente devoluta con l'atto di impugnazione o con i motivi aggiunti, in applicazione del principio devolutivo richiamato dall'art. 597 c.p.p. e del tenore dell'art. 598-bis, comma 1-bis, c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo generico e meramente riproduttivo di questioni già disattese dalla Corte territoriale quanto al diniego dell'art. 131-bis c.p.; ha poi ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato, affermando che la sostituzione della pena detentiva in appello non è oggetto di una valutazione officiosa del giudice, ma deve essere espressamente devoluta con l'impugnazione o con motivi aggiunti. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, escludendo la mancanza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere negata con motivazione già vagliata dalla corte di merito; in cassazione non è consentita una censura generica o meramente riproduttiva di questioni già disattese.

  • art. 598-bis, comma 1-bis, c.p.p.

    La questione della sostituzione della pena detentiva in appello deve essere specificamente devoluta con l'atto di impugnazione o con i motivi aggiunti; non sussiste un potere-dovere officioso del giudice di appello di valutarla autonomamente.

  • art. 597 c.p.p.

    È richiamato quale base del principio devolutivo e dei limiti della cognizione del giudice di appello.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    È richiamata per affermare che la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende consegue all'inammissibilità quando il ricorso è proposto con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • La censura in cassazione è inammissibile quando si risolve nella mera riproposizione di doglianze già esaminate e motivatamente respinte dal giudice di merito, senza confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. non può essere utilmente contestato con motivi generici; occorre una critica specifica alla motivazione resa dal giudice di merito.
  • In sede di appello il giudice non è tenuto a valutare d'ufficio la sostituzione della pena detentiva: la relativa richiesta deve essere espressamente devoluta dall'appellante o con i motivi aggiunti, in ossequio al principio devolutivo.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende quando non sia ravvisabile l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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