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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4650/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma del 05/05/2021 che aveva rigettato la richiesta di misure alternative alla detenzione (affidamento in prova ai servizi sociali e semilibertà) per la residua pena di anni 6, mesi 6, giorni 11 inflitta dalla Corte d'appello di Roma per due reati di detenzione illecita di stupefacenti (art. 73 DPR 309/1990). Il ricorrente deduceva: (i) vizio di motivazione per errata quantificazione della residua pena e per omissione di valutare positivamente le risultanze trattamentali e la memoria difensiva; (ii) inosservanza e errata applicazione della legge penale sostenendo che le misure richieste non richiedono la completa emenda né una totale esclusione della pericolosità e che il principio di gradualità non può essere usato per vanificare l'accesso alle misure alternative, in particolare alla semilibertà.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha confermato la legittimità dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza, ritenendo che il giudice di merito abbia correttamente applicato i criteri necessari per valutare la sussistenza di una ragionevole prognosi di reinserimento sociale. La Corte ha richiamato i criteri utilizzabili (natura del reato, precedenti, pendenze, informazioni di polizia, comportamento carcerario, indagine socio-familiare e risultati psico-diagnostici) e ha condiviso l'assenza di consolidamento sufficiente del percorso trattamentale del detenuto, giustificando la necessità di ulteriore periodo di osservazione e di altri esperimenti premiali prima di concedere benefici. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    Le disposizioni sugli istituti alternativi mirano a realizzare l'esecuzione esterna della pena per soggetti per i quali, sulla base dell'osservazione della personalità e di altri elementi, si possa formulare una ragionevole prognosi di completo reinserimento. Il giudice deve valutare l'idoneità trattamentale e la possibilità di reinserimento prima di concedere i benefici.

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti)

    Norma penale che sanziona la detenzione illecita di sostanze stupefacenti; la gravità del reato è elemento rilevante nella valutazione prognostica per l'accesso alle misure alternative.

  • codice di procedura penale

    Norma richiamata per la condanna alle spese del procedimento a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • La concessione di misure alternative (affidamento in prova, semilibertà) richiede una prognosi ragionevole di reinserimento sociale basata su più elementi: reato, precedenti, pendenze, informazioni di polizia, comportamento carcerario e indagine sociale/psicodiagnostica.
  • Il principio di gradualità è rilevante e legittimo: anche in presenza di elementi positivi il Tribunale può richiedere ulteriori periodi di osservazione o esperimenti premiali quando la gravità del reato o la contiguità con ambienti delinquenziali lo rendano opportuno.
  • La semilibertà non elimina la necessità di una valutazione prognostica; il fatto che una misura non imponga una 'completa emenda' non impedisce al giudice di richiedere prudenza se il percorso trattamentale non è consolidato.
  • La valutazione del Tribunale di sorveglianza ha ampia discrezionalità tecnica: errori di motivazione o di quantificazione della pena devono essere concreti e dimostrati per essere efficaci in sede di ricorso; la mera insoddisfazione per la decisione motivata non è sufficiente.
  • La difesa deve documentare compiutamente la partecipazione a percorsi trattamentali e fornire elementi utili alla prognosi: comunque il peso delle relazioni UEPE e degli accertamenti psicodiagnostici rimane centrale nella decisione del giudice.

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