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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34878/2023 del 11/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva rigettato le istanze di riesame avverso i decreti di sequestro preventivo (10/2/2023) e il decreto di sequestro probatorio (13/2/2023) relativi ai delitti contestati ex art. 512‑bis c.p. I difensori hanno denunciato violazioni procedurali (artt. 125, 321, 324 c.p.p.) e vizio di motivazione, sostenendo in particolare: inesistenza del fumus per il dolo specifico (finalità elusiva di misure di prevenzione), utilizzo indebito di intercettazioni (inutilizzabilità perché inserite nel fascicolo dopo la notifica del decreto di fissazione dell'udienza), e mancata considerazione del documento in lingua tedesca attestante la proprietà del camper a favore di Negro Remo (per cui non è stata disposta la traduzione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto le censure generiche e aspecifiche, rilevando che l'eccezione di inutilizzabilità delle intercettazioni non era stata proposta in sede di riesame e che le stesse risultavano già note alla difesa. Il giudice ha inoltre ritenuto sussistente un quadro indiziario ampio (mole di elementi raccolti e ammissioni degli indagati) che supera la soglia richiesta per misure cautelari reali, con riferimento all'acquisto del fabbricato e del camper e alle conversazioni ambientali che denoterebbero consapevolezza di potenziali misure ablatorie. Quanto al documento in lingua tedesca, il collegio cautelare ha ritenuto non convincente la prova offerta, richiamando elementi investigativi (es. frequente cambio di targhe) che corroborano l'accusa. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 a favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    Consente la trattazione con contraddittorio cartolare; la Corte ha dato atto di aver proceduto con questo rito, senza ritenere che ciò abbia pregiudicato i diritti della difesa.

  • art. 125 c.p.p.

    Norma richiamata nelle censure sulla legittimità delle misure cautelari reali; la Corte ha ritenuto che i requisiti per il sequestro preventivo fossero soddisfatti in presenza di un ampio quadro indiziario.

  • art. 321 c.p.p.

    Riferita nelle censure procedurali: la Corte ha ritenuto le obiezioni processuali generiche e non adeguatamente specificate per consentire la riforma dell'ordinanza impugnata.

  • art. 324 c.p.p.

    Richiamata dal ricorso in relazione alla motivazione del provvedimento: la Cassazione ha ritenuto che il giudice del merito avesse adeguatamente motivato l'adozione del sequestro, esponendo elementi concreti a sostegno del fumus e della pericolosità.

  • art. 512‑bis c.p.

    Norma penale cui sono ascritti i fatti; il giudice di merito ha ritenuto sussistenti gli elementi materiali e psicologici (in particolare la finalità elusiva di misure di prevenzione) necessari per sostenere l'accusa in sede cautelare.

Massime di principio

  • Le censure generiche o prive di specificità vengono frequentemente dichiarate inammissibili: nelle impugnazioni è necessario articolare in modo preciso le ragioni di doglianza e indicare documenti o passaggi motivazionali specifici contestati.
  • Le eccezioni di inutilizzabilità di intercettazioni devono essere tempestivamente sollevate nelle sedi competenti; se non dedotte al momento opportuno, possono essere ritenute inammissibili o inefficaci in appello o in cassazione.
  • In presenza di una consistente massa probatoria e/o di ammissioni degli indagati, il giudice può ritenere raggiunta la soglia indiziaria richiesta per misure cautelari reali; per contrastare ciò la difesa deve fornire elementi oggettivi e contro‑indizi specifici.
  • I documenti in lingua straniera prodotti dalla difesa devono essere accompagnati da traduzione ufficiale quando necessario: l'assenza di traduzione può ridurne valore probatorio e favorire la valutazione negativa da parte del giudice.
  • La contestazione del vizio di motivazione richiede che sia indicato in che modo concreto la motivazione sarebbe illogica o contraddittoria; affermazioni generiche sul 'vizio di motivazione' sono spesso inefficaci.
  • Se il fatto materiale (es. uso di targhe cambiate, disponibilità di beni incompatibile con il reddito dichiarato) è documentato, la giustificazione difensiva deve spiegare razionalmente tali discrepanze per scalfire il fumus criminis.

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