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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34829/2023 del 11/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha constatato l'omessa pronuncia sulla confisca, nonostante l'obbligo imposto dall'art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000, e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente a tale omissione. Ha rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Palermo, ai sensi dell'art. 569, ultimo comma, cod. proc. pen. La condanna sostanziale dell'imputata per i reati contestati resta ferma e irrevocabile.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Trapani dell'8/6/2022 che aveva dichiarato la Pomara colpevole dei reati previsti dal d.lgs. n. 74/2000 (artt. 2 e 8) e l'aveva condannata a un anno e sei mesi, riferendo come motivo principale l'omessa applicazione della confisca obbligatoria prevista dall'art. 12-bis del d.lgs. n. 74/2000 (confisca del profitto o del prezzo del reato o, se non possibile, di beni nella disponibilità dell'imputata per un valore equivalente). Il difensore ha chiesto l'inammissibilità del ricorso del Pubblico Ministero.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 12-bis

    La norma impone la confisca obbligatoria del prezzo o del profitto dei reati tributari ovvero, quando ciò non sia possibile, la confisca di beni nella disponibilità della persona condannata per un valore corrispondente. Si tratta di un obbligo che il giudice deve applicare anche in assenza di sequestro cautelare preventivo; in caso di mancata pronuncia il giudice è tenuto a darne conto, e la mancata applicazione integra motivo di annullamento.

  • codice di procedura penale, art. 569, ultimo comma

    Stabilisce la competenza della Corte d'appello per il nuovo giudizio in caso di annullamento parziale della sentenza da parte della Suprema Corte; la sentenza è stata quindi annullata limitatamente alla omessa confisca e rinviata alla Corte d'appello di Palermo per ulteriore decisione.

  • codice penale, artt. 81, comma finale, e 110

    Riferimenti alle norme sulla responsabilità per concorso nei reati e sulla continuazione/partecipazione, richiamate nella rubrica della sentenza di condanna; non sono state modificate le statuizioni di condanna sostanziale.

Massime di principio

  • Per i delitti previsti dal d.lgs. n. 74/2000 l'ordine di confisca del profitto o del prezzo è obbligatorio e deve essere pronunciato dal giudice che infligge la condanna, anche se non c'è stato sequestro preventivo.
  • Se il profitto o il prezzo non sono direttamente confiscabili, il giudice deve disporre la confisca 'per equivalente' di beni nella disponibilità dell'imputato per un valore corrispondente.
  • L'omessa pronuncia sulla confisca costituisce violazione di legge e può determinare l'annullamento della sentenza limitatamente a tale omissione, con rinvio per nuovo giudizio sulla sola questione della confisca.
  • La selezione concreta dei beni da confiscare può essere rimessa al pubblico ministero in fase esecutiva; il destinatario della confisca può impugnare i criteri di scelta davanti al giudice dell'esecuzione.
  • La decisione di annullamento limitata alla confisca non rimettere in discussione la condanna penale ormai irrevocabile, salvo diversi profili incidenti sulla merito già impugnati e decisi.
  • In sede decisoria il giudice deve motivare espressamente l'eventuale impossibilità di applicare la confisca diretta o le ragioni per cui si opta per la confisca per equivalente.

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