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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13640/2026 del 15/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile, per mancanza di interesse, l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro probatorio di un telefono Apple iPhone 13-Pro (IMEI 350165058017754) trovato nella disponibilità del coimputato Federico Argenziano. Il ricorrente ha dedotto interesse poiché i dati estratti dal dispositivo sono determinanti per la valutazione della scelta del rito; ha altresì contestato l'impugnabilità del sequestro probatorio e la carenza di motivazione del decreto di sequestro.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha ritenuto errata la motivazione del Tribunale della libertà che aveva escluso l'interesse del ricorrente per il solo fatto che il telefono si trovava nella disponibilità di un terzo. La Corte ha affermato che, in caso di sequestro probatorio, l'interesse dell'imputato ad impugnare può consistere non solo nella restituzione del bene ma anche nell'impedire l'acquisizione e l'utilizzo, a suo carico, dei dati contenuti nel dispositivo. Richiamando principi delle Sezioni Unite (Calvarese) e della giurisprudenza di legittimità, la Corte ha annullato l'ordinanza senza rinvio e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale perché, libero nel merito, valuti la richiesta di riesame.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la costituzione del Tribunale che ha pronunciato l'ordinanza impugnata (composizione dell'organo giudicante)

  • artt. 73 e 74 d.P.R. n. 309/1990

    Norme sostanziali richiamate nel decreto di sequestro in relazione ai delitti connessi agli stupefacenti: il sequestro probatorio è stato disposto nell'ambito di indagini per reati previsti da tali articoli

  • Sez. U., n. 7983 del 25/09/2025 (Calvarese)

    Principio richiamato circa l'ammissibilità dell'impugnazione: oltre alla legittimazione occorre che l'impugnante allegi un interesse concreto e attuale, riferibile alla rimozione del pregiudizio derivante dal provvedimento ablativo; l'interesse non sempre coincide con il diritto alla restituzione del bene

  • Sez. 5, n. 34167 del 13/05/2019 (Karya)

    Giurisprudenza che afferma che, in tema di sequestro probatorio, l'interesse dell'imputato a proporre riesame prescinde dall'interesse alla restituzione della cosa, potendo consistere nell'evitare che l'oggetto entri nel materiale probatorio

  • Sez. 1, n. 13037 del 18/02/2009 (Giorgi)

    Precedente che supporta il principio secondo cui l'imputato può impugnare il sequestro probatorio anche per impedire l'utilizzabilità probatoria del materiale sequestrato

  • Sez. 4, n. 6279 del 01/12/2005 (Galletti)

    Giurisprudenza analoga che conferma la possibilità di impugnare il sequestro probatorio a tutela di posizioni comunque rilevanti e tutelate dall'ordinamento, non necessariamente collegate al diritto di restituzione

Massime di principio

  • In caso di sequestro probatorio, l'interesse ad impugnare non si esaurisce nel diritto di restituzione del bene: l'imputato può avere interesse concreto ad impedire che i dati estratti dal bene diventino materiale probatorio a suo carico.
  • Per l'ammissibilità dell'impugnazione occorre allegare un interesse concreto e attuale: non basta la mera posizione soggettiva astratta (legittimazione), bisogna dimostrare l'utilità derivante dalla rimozione del pregiudizio causato dal provvedimento.
  • La disponibilità materiale del bene da parte di un terzo non esclude di per sé l'interesse dell'indagato a richiedere il riesame; il giudice non deve automaticamente confondere possesso/propietà del bene con assenza di interesse processuale dell'imputato.
  • La difesa dovrebbe specificamente documentare e motivare in che modo il contenuto del dispositivo incide sulla posizione dell'imputato (es. rilevanza dei dati per identificazione, ruoli, scelta del rito) per soddisfare il requisito dell'interesse concreto.
  • La contestazione può fondarsi sia su vizi della motivazione del decreto di sequestro sia sulla mancanza di adeguata relazione tra misura ablativa e necessità/ proporzionalità rispetto all'indagine; il tribunale di riesame deve valutare tali profili nel merito quando l'interesse è provato.

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