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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47942/2023 del 01/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato la richiesta di riesame dell'ordinanza del GIP del 27/03/2023 applicativa degli arresti domiciliari per il reato di cui all'art. 416-bis c.p. Dell'ordinanza il ricorrente censurava la violazione dell'art. 192 c.p.p. e la carenza e manifesta illogicità della motivazione sul punto dei gravi indizi di colpevolezza. In particolare contestava che il Tribunale avesse, in modo apodittico e su indizi incerti, ritenuto che Ascione fosse passato da presunta vittima delle estorsioni del clan Amato-Pagano a concorrente esterno del sodalizio, sulla base della frequenza e dell'entità dei versamenti e del presunto contenuto di un foglio (mai ritrovato) con delega del boss Nappi a riscuotere le rate estorsive; inoltre la difesa rilevava la genericità delle conversazioni intercettate e sosteneva che i pagamenti successivi fossero effettuati in prima persona dall'Ascione e non per conto di terzi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo aspecifico e meramente reiterativo di doglianze già svolte nel riesame, affermando che il Tribunale aveva fornito una risposta puntuale e adeguata, con argomentazioni logiche ed omogenee rispetto all'ordinanza del primo giudice. La Corte ha sottolineato che la valutazione della rilevanza indiziaria delle intercettazioni è valutazione di merito e può essere sindacata in sede di legittimità solo in presenza di travisamento della prova o di manifesta illogicità eccessiva, ipotesi non sussistenti nel caso. Conseguentemente il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende (ai sensi dell'art. 61, sesto comma, c.p.p., come indicato nell'atto).

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Riferimento al reato per il quale sono state disposte le misure cautelari (associazione di tipo mafioso); la sentenza conferma che le indagini e gli indizi contestuali sono ritenuti idonei a collegare il ricorrente al funzionamento del sodalizio.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente circa i vizi della motivazione; la Corte ha ritenuto infondata la censura, giudicando adeguata e non manifestamente illogica la motivazione dei giudici di merito.

  • art. 61, sesto comma, cod. proc. pen.

    Norma invocata dalla Corte per condannare il ricorrente al pagamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende per la presentazione di un ricorso ritenuto inammissibile con profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • La valutazione della rilevanza probatoria delle intercettazioni è una valutazione di merito: la Cassazione la sindaca solo se emerge un travisamento della prova o una manifesta illogicità decisiva nella motivazione.
  • Un ricorso che si limiti a reiterare censure già svolte in sede di riesame, senza confutare specificamente le argomentazioni dei giudici di merito, è probabilmente destinato all'inammissibilità per aspecificità e reiterazione.
  • Per contestare efficacemente la motivazione fondata su indizi occorre dimostrare la decisiva discordanza tra le risultanze probatorie e la valutazione effettuata (es. prova travisata, citazioni errate, elementi decisivi non considerati), non limitarsi a diverse interpretazioni non decisive.
  • L'affermazione di un ruolo organico o stabile in un sodalizio criminale può essere desunta da elementi convergenti (frequenza/entità dei versamenti, funzione di intermediario/collettore, scambio di informazioni utili al clan); difesa e ricorrente devono quindi contestare la sussistenza o l'attendibilità di tali elementi, non solo la loro possibile interpretazione alternativa.
  • Nelle impugnazioni in Cassazione è determinante confrontarsi punto per punto con la motivazione impugnata e indicare in modo specifico e decisivo il vizio di diritto o di logicità: argomentazioni generiche o ripetute sono scarsamente efficaci e possono comportare sanzioni pecuniarie.

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