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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31439/2025 del 19/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di appello deducendo due censure: in primo luogo ha contestato la sussistenza della recidiva applicata in sede di merito; in secondo luogo ha censurato il trattamento sanzionatorio, lamentando l'eccessivo scostamento della pena dal minimo edittale e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati, rilevando che la motivazione della sentenza impugnata era conforme ai principi di legittimità sia sulla recidiva sia sul diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Quanto ai motivi, ha escluso ogni vizio della motivazione della sentenza impugnata: sulla recidiva, perché il giudice di merito aveva correttamente valutato in concreto, secondo i criteri dell'art. 133 c.p., il rapporto tra il fatto oggetto del giudizio e i precedenti penali; sulle attenuanti generiche e sulla pena, perché la motivazione era immune da manifesta illogicità e il giudice non era tenuto a esaminare analiticamente tutti gli elementi prospettati dalle parti, essendo sufficiente il richiamo a quelli ritenuti decisivi o rilevanti.

Norme richiamate

  • art. 133 c.p.

    La valutazione della recidiva deve essere compiuta in concreto, considerando il rapporto tra il fatto per cui si procede e le precedenti condanne, per verificare se la pregressa condotta sia indice di una perdurante inclinazione al delitto e abbia inciso come fattore criminogeno.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se il giudice richiama gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza necessità di prendere in considerazione espressamente tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli prospettati dalle parti.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La recidiva non può essere affermata in modo automatico o sulla sola base della gravità dei fatti e del tempo trascorso, ma richiede una valutazione concreta della relazione tra i precedenti e il reato oggetto del giudizio, alla luce dei criteri dell'art. 133 c.p.
  • Il giudice di merito può motivare il diniego delle attenuanti generiche valorizzando gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti; non è necessario che confuti singolarmente tutti gli argomenti difensivi o tutti gli elementi astrattamente favorevoli.
  • Il controllo di legittimità sul trattamento sanzionatorio è limitato alla verifica dell'esistenza di una motivazione non manifestamente illogica; in mancanza di vizi evidenti, la censura è inammissibile o infondata.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, seguono la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiRecidiva

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