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Sentenza

Sentenza n. 1553/2026 - Venezia, Sezione 4

Giustizia amministrativa202600935

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: intimazione di pagamento relativa al prelievo latte per l'annata 2002/2003, fondata su una cartella di pagamento successivamente annullata

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ente erogatore)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'intimazione di pagamento notificata il 18 marzo 2026, relativa a somme richieste per il cosiddetto prelievo latte sull'annata 2002/2003. Ha dedotto, quale ragione principale, la caducazione dell'atto presupposto, ossia della cartella di pagamento emessa da AGEA, già annullata con sentenza del Consiglio di Stato del 3 febbraio 2026. Nel corso del giudizio AGEA ha comunicato di essersi conformata al giudicato, disponendo lo sgravio della cartella; l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha confermato lo sgravio totale del carico. Sono inoltre intervenute la cancellazione dell'ipoteca e la rinuncia al pignoramento presso terzi. Il ricorrente ha quindi preso atto dell'annullamento sopravvenuto della cartella e ha concluso per la declaratoria di improcedibilità del ricorso, con condanna alle spese dell'amministrazione.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ad agire. AGEA ha documentato lo sgravio della cartella presupposta, disposto in esecuzione del giudicato di annullamento pronunciato dal Consiglio di Stato; l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha confermato lo sgravio totale del carico e il difensore del ricorrente ne ha dato atto. Venuto meno l'atto presupposto e cessata la pretesa esecutiva, non permaneva un interesse concreto e attuale alla decisione di annullamento dell'intimazione. Il Collegio ha compensato eccezionalmente le spese, considerando la pubblicazione pressoché contestuale della sentenza del Consiglio di Stato e dell'intimazione impugnata, nonché l'evoluzione della controversia e la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente la definizione immediata del giudizio in camera di consiglio, previa informazione alle parti, quando la causa è matura per la decisione.

  • art. 100 c.p.c.

    Il riferimento al sopravvenuto difetto di interesse implica la necessità che l'interesse alla pronuncia sia concreto e attuale; tale interesse è venuto meno dopo lo sgravio totale della cartella presupposta.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento, l'amministrazione rimuove integralmente l'atto presupposto dell'atto impugnato e viene meno la pretesa amministrativa o esecutiva, il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, se non residua alcuna utilità concreta e attuale per il ricorrente.
  • Lo sgravio totale della cartella di pagamento presupposta a un'intimazione e la conseguente eliminazione delle misure esecutive collegate fanno venir meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione dell'intimazione stessa.
  • La definizione in rito per sopravvenuto difetto di interesse è applicabile anche quando la rimozione dell'atto presupposto intervenga in esecuzione di un giudicato formatosi nel corso del processo.

Come è indicizzato

MaterieRevoca e recupero dei contributiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContributi e finanziamenti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

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