Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22462/2025 del 16/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria del 13/02/2025 che aveva dichiarato inammissibile l'appello contro l'ordinanza del G.I.P. del 22/01/2025. La ricorrente chiedeva il dissequestro e la restituzione di euro 88.500,00 (nel testo anche indicati 85.000,00/88.500,00) e di tre orologi, sostenendo che si trattava di regali di nozze ricevuti in occasione del matrimonio con Vincenzo Brandimarte il 15/09/2022. La difesa ha prodotto un documento manoscritto con nominativi e corrispettivi a sostegno della provenienza lecita e ha sostenuto che l'onere di provare l'illiceità della provenienza grava sull'ufficio di Procura.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione adeguata sull'inverosimiglianza della tesi difensiva: il manoscritto era generico (non dimostrava che i nominativi e le somme si riferissero agli orologi o alla somma sequestrata), mancava collegamento materiale fra lista e la somma di euro 88.500,00 (in casa erano presenti altre somme separate), assenti elementi integrativi quali lista invitati o dichiarazioni testimoniali, non risultava chi fosse destinatario delle donazioni e il coniuge era stato condannato per reati di narcotraffico. La Corte ha quindi escluso violazioni di legge o motivazione apparente. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la ricorrente è stata condannata alle spese e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., con menzione della facoltà di aumentare la sanzione ai sensi dell'art. 1, comma 64, l. n. 103/2017.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Regola la possibilità di ricorso per cassazione per violazione di legge; la Corte ricorda che il ricorso contro ordinanze in materia cautelare è ammesso solo per violazione di legge e che il controllo in questa sede è pertanto limitato.

  • artt. 73, comma 7-bis, e 74, comma 7-bis, d.P.R. n. 309/1990

    Ambito normativo dei reati rilevanti per il sequestro preventivo in materia di stupefacenti; citati a supporto della qualificazione dei reati per i quali è stato disposto il sequestro.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Consente la confisca dei beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati del condannato anche se riconducibili a interposta persona, salvo che non sia fornita una credibile dimostrazione della lecita provenienza; la Corte ha richiamato tale disciplina a fondamento della misura cautelare e delle argomentazioni dei giudici di merito.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma sulla motivazione degli atti giurisdizionali richiamata nel contesto dell'esame della sufficienza della motivazione del provvedimento impugnato.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiamato per chiarire che il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di appello e riesame di misure cautelari reali è ammesso per sola violazione di legge.

  • art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990

    Stabilisce l'applicazione dell'art. 240-bis cod. pen. in caso di condanna per taluni delitti previsti dall'art. 73 DPR 309/90; la Corte lo cita per giustificare la confisca disposta dal giudice di merito.

  • art. 61-bis cod. pen.

    Richiamato come aggravante applicata ai reati contestati al (condannato) Brandimarte; contesto fattuale che ha inciso sulla percezione della lecita provenienza dei beni.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Richiamato come aggravante/contestazione collegata alle attività delittuose del soggetto indagato, rilevante per la valutazione della provenienza dei beni.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'applicazione di sanzioni pecuniarie in caso di declararazione di inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento della sanzione prevista.

  • art. 1, comma 64, l. n. 103 del 2017

    Consente di aumentare oltre il massimo la sanzione prevista dall'art. 616 c.p.p. per inammissibilità del ricorso; la Corte ha richiamato la facoltà nel motivare la misura della sanzione applicata.

Massime di principio

  • In tema di sequestro preventivo per reati connessi al traffico di stupefacenti, l'art. 240-bis consente di colpire beni sproporzionati rispetto ai redditi del condannato anche se intestati a terzi, salvo che questi forniscano una dimostrazione credibile e specifica della lecita provenienza.
  • Il terzo che chiede la restituzione di beni sottoposti a sequestro non può dismettere l'esistenza dei presupposti della misura cautelare ma può solo dimostrare la propria titolarità effettiva del bene e l'assenza di collegamento concorsuale con l'indagato.
  • La semplice produzione di un documento manoscritto o generico non è sufficiente se manca un nesso diretto e verificabile tra il documento e il bene sequestrato; è necessario fornire elementi probatori specifici e coordinati (es. liste degli invitati, ricevute, dichiarazioni testimoniali, riscontri materialmente collegabili ai beni).
  • Il giudice del riesame/Tribunale deve motivare con chiarezza l'inverosimiglianza o l'insufficienza della prova fornita dal terzo; se la motivazione è congrua e logicamente fondata, il sindacato in Cassazione è limitato e il ricorso può essere dichiarato inammissibile per violazione di legge.
  • In casi analoghi, per ottenere la restituzione di regali nuziali rinvenuti in casa di un soggetto poi indagato, è opportuno produrre prova contemporanea e diretta della consegna (documentazione del ricevimento, fotografie, testimoni specifici, documenti che colleghino esattamente le somme sequestrate al contenitore/lista prodotto).
  • La condanna del coniuge per reati gravi (es. narcotraffico) incide negativamente sulla credibilità della tesi di lecita provenienza dei beni, rendendo più stringente l'onere probatorio a carico del terzo.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.