Cassazione Penale, Sentenza n. 33433/2023 del 31/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale impugnava la sentenza di appello che aveva assolto Laura Bovoli e Tiziano Renzi dai reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8 d.lgs. n.74/2000) e aveva assolto Luigi Dagostino dal reato di utilizzo/induzione all'utilizzo di fatture inesistenti (art. 48 c.p. in relazione all'art. 2 d.lgs. n.74/2000 - capo 3). Luigi Dagostino proponeva ricorso avverso la sua condanna per truffa (capo 4): contestava la sussistenza del danno e dell'induzione in errore, la qualificazione aggravante dell'abuso di relazioni di prestazione d'opera, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e chiedeva, in subordine, la declaratoria di improcedibilità del reato alla luce della riforma che ha reso procedibile a querela la fattispecie.
La decisione
La Corte di Cassazione: - ha dichiarato inammissibile nel resto il ricorso del Procuratore Generale ma lo ha accolto parzialmente nei confronti di Luigi Dagostino sul capo 3, annullando la decisione di assoluzione relativamente a quell'imputazione e rinviando ad altra sezione della Corte d'appello di Firenze per nuovo giudizio; - ha rigettato il ricorso di Luigi Dagostino relativo al capo 4 (truffa), confermando la condanna sul punto e condannandolo al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese della parte civile (liquidate in euro 3.300 oltre accessori). Inoltre la Corte ha ritenuto inammissibili le memorie difensive depositate oltre termine e ha motivato i profili relativi a dolo fiscale, autore mediato (art. 48 c.p.) e alla procedibilità a querela alla luce della giurisprudenza recente sulla costituzione di parte civile.
Norme richiamate
Del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti: il dolo specifico richiesto può concorrere con finalità personali e non deve essere esclusivo, ma occorre la prova che l'emissione sia stata preordinata anche a consentire l'evasione fiscale; il collegamento tra emittente e utilizzatore è elemento probatorio (non costitutivo), rilevante per accertare il dolo.
Riguarda la dichiarazione fraudolenta: può essere integrata anche tramite autore mediato (art. 48 c.p.) se chi induce consapevolmente l'autore immediato prevede e vuole l'evento fiscale.
Disciplina la responsabilità dell'autore mediato: chi induce con inganno un altro a commettere il reato può essere ritenuto responsabile; la sua applicazione richiede valutazione dell'atteggiamento psichico e delle finalità dell'autore mediato e il giudice d'appello deve motivare puntualmente se riforma una condanna basata su tale figura.
Reato di truffa: occorre artificio o raggiro che induca in errore un soggetto che compia un atto di disposizione patrimoniale; nel contesto societario è sufficiente che siano indotti in errore i soggetti che operano per l'ente.
Circostanza aggravante per abuso di relazioni di prestazione d'opera: la nozione è ampia e può ricomprendere rapporti che determinano un affidamento anche se il rapporto è cessato, quando l'agente si avvantaggi delle condizioni favorevoli create dal rapporto preesistente.
Termine per il deposito di memorie difensive prima dell'udienza: la tardività comporta l'inammissibilità delle memorie stesse.
d.lgs. n. 150/2022 (cd. riforma Cartabia)
art. 2, comma 1, lett. o)
Ha trasformato alcune fattispecie in procedibili a querela; in processi in corso la manifestazione di volontà punitiva della persona offesa può essere desunta dalla costituzione di parte civile, evitandosi l'improcedibilità.
Norma che disciplina i motivi di cassazione; la Corte verifica l'omessa o manifestamente illogica motivazione quando segnalata.
Massime di principio
- Per il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8 d.lgs. 74/2000) non è richiesto che il dolo fiscale sia l'unica finalità: possono coesistere finalità personali, ma occorrono elementi probatori concreti che dimostrino la rappresentazione del vantaggio fiscale da parte dell'emittente.
- L'accertamento del collegamento tra emittente e utilizzatore della fattura è tema probatorio rilevante per la sussistenza del dolo fiscale, non un requisito formale della fattispecie; la sua assenza può portare all'esclusione del dolo specifico.
- L'art. 48 c.p. (autore mediato) è applicabile anche a reati con dolo specifico quando chi induce preveda e voglia l'evento commesso dall'autore immediato; i giudici d'appello che assolvono devono motivare con ricostruzione puntuale e confronto con la motivazione di primo grado.
- In materia di truffa in ambito societario è sufficiente che siano indotti in errore soggetti che operano per l'ente: la persona giuridica può essere vittima tramite i suoi organi o delegati che compiono l'atto di disposizione patrimoniale.
- La costituzione di parte civile, secondo la giurisprudenza recente, può essere interpretata come espressione della volontà punitiva della persona offesa nei processi in corso quando la norma muta la procedibilità (querela), evitando così l'improcedibilità se la querela non è stata formalmente presentata.
- Le questioni processuali formali (termine per depositi, specificità dei motivi di appello) sono rigorosamente valutate: memorie tardive o appelli generici possono essere dichiarati inammissibili e non considerati.
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