Cassazione Penale, Sentenza n. 33199/2026 del 09/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
Il giudice dell'esecuzione aveva accolto la richiesta di riconoscimento della continuazione tra decisioni irrevocabili relative al medesimo delitto di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente, già caratterizzato da continuazione interna, commesso in tempi relativamente ravvicinati. L'ordinanza aveva determinato la pena finale in sei anni e otto mesi di reclusione, oltre alla multa, senza esporre in modo chiaro l'entità dei singoli aumenti riferiti ai reati-satellite. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge e carenza di motivazione: in particolare, ha lamentato l'assenza di una motivazione specifica sugli aumenti applicati per ciascun reato-satellite e ha evidenziato che, con riferimento alla sostanza stupefacente qualificata come droga leggera nella sentenza n. 60 del 2022, l'aumento stabilito in sede esecutiva era maggiore di quello determinato nel giudizio di cognizione.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il rilievo relativo alla mancata indicazione e motivazione dell'incidenza di ciascun reato-satellite sul calcolo complessivo della pena. Richiamando il principio affermato dalle Sezioni Unite nella sentenza Pizzone, ha annullato l'ordinanza limitatamente al calcolo della pena e ha disposto il rinvio al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola per un nuovo giudizio sul punto.
Norme richiamate
La disciplina del reato continuato richiede, nella determinazione della pena complessiva, l'individuazione del reato più grave e della pena base, nonché la quantificazione distinta degli aumenti relativi a ciascun reato-satellite.
Il ricorso è stato esaminato per violazione di legge e carenza di motivazione nella determinazione della pena.
Massime di principio
- Nel reato continuato, il giudice deve individuare il reato più grave e stabilire la pena base, calcolando e motivando separatamente l'aumento di pena riferibile a ciascun reato-satellite.
- È illegittima, per difetto di motivazione, la decisione del giudice dell'esecuzione che determini la pena complessiva senza consentire di ricostruire l'incidenza di ciascun reato-satellite sul calcolo finale.
- La motivazione sul trattamento sanzionatorio deve essere sufficientemente chiara da permettere di verificare i singoli aumenti applicati e la coerenza del risultato complessivo.
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