Cassazione Penale, Sentenza n. 33542/2023 del 01/08/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza di conferma della condanna per reati di truffa e sostituzione di persona. La difesa ha dedotto: vizio di motivazione per carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità; mancata assunzione di prova decisiva (richiesta di acquisizione di documenti fiscali e perizia grafologica per attribuire sottoscrizioni); contestazione della congruenza tra i fatti ritenuti dalla Corte territoriale e le imputazioni originarie (presunta valutazione di fatto diverso da quella di primo grado); rigetto ingiustificato di prova documentale e mancata acquisizione di dichiarazione di terzi rilevanti (Mineo Pasquale); censura sulla tardività della querela e sulla esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis cod. pen.; censura per diniego ingiustificato delle circostanze attenuanti generiche e di cui all'art. 62, n. 4 cod. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in parte. Sono stati respinti come manifestamente infondati i primi, terzo e sesto motivi; sono invece accolti il secondo, il quarto, il quinto e il settimo motivo per carenza di specifica e puntuale motivazione della Corte territoriale rispetto a doglianze decisive (in particolare sulla possibilità che un "falso" cliente si fosse procurato i telefoni e sulla valutazione della sussistenza del danno, nonché sulla apparente insufficiente argomentazione circa l'insussistenza della causa di non punibilità per tenuità). Per effetto dell'accoglimento di tali motivi, e in applicazione dell'art. 129 cod. proc. pen., la Corte ha dichiarato l'estinzione dei reati per prescrizione (termine maturato il 28 giugno 2022, computando la data di imputazione più favorevole e i periodi di sospensione), pronunziando l'annullamento della sentenza impugnata per estinzione del reato. Rimangono dunque senza effetto le condanne impugnate per prescrizione.
Norme richiamate
Usato come titolo di reato contestato; la Corte ha valutato che la prova della completa realizzazione degli elementi oggettivi e soggettivi della truffa non era stata adeguatamente motivata rispetto ad alcune doglianze decisive.
art. 494 cod. pen. (sostituzione di persona)
Norma richiamata in relazione alle imputazioni; la Cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello non abbia dato risposte puntuali alle censure sulle specifiche vicende storiche connesse a questa fattispecie.
art. 40 e art. 110 cod. pen. (concorso di persone e principio di imputazione)
Richiamati in relazione alla configurazione della responsabilità: la Corte ha esaminato la ricostruzione dei fatti e la connessione tra atti e interessi dell'imputato, rilevando però lacune motivazionali su questioni decisive.
art. 131-bis cod. pen. (particolare tenuità del fatto)
La Corte ha ritenuto la motivazione della sentenza di merito sull'esclusione della tenuità del fatto apparente e insufficiente: per riconoscere la causa di non punibilità occorre valutare il danno effettivo e non solo potenziale.
art. 62, n. 4 cod. pen. (circostanza attenuante)
La difesa aveva chiesto il riconoscimento; la Cassazione ha rilevato che il diniego richiedeva una motivazione congrua e specifica, mancante nella sentenza impugnata.
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen. (vizio di motivazione)
Applicata come criterio per annullare la decisione di merito: la Corte ha ritenuto che la motivazione fosse carente rispetto a specifiche doglianze decisive, configurando il vizio previsto da questa norma.
art. 129 cod. proc. pen. (effetti della decisione della Cassazione)
La norma è stata utilizzata per disporre l'annullamento della sentenza impugnata in conseguenza dell'intervenuta estinzione dei reati per prescrizione.
artt. 190, 192, 234, 237 cod. proc. pen. (prove documentali e acquisizione degli atti)
Rilevati nella valutazione del rigetto delle richieste istruttorie: la Corte ha ritenuto che il giudice di merito avesse motivato il diniego con argomenti attinenti alla rilevanza e alla certezza probatoria dei documenti, decisione considerata non manifestamente illogica per alcuni documenti ma non esaustiva per altre richieste.
art. 23, comma 8 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (norme procedurali di esame del ricorso)
Richiamato per la forma dell'esame del ricorso in cassazione, confermando l'applicazione delle procedure straordinarie previste dal decreto-legge.
Massime di principio
- La Corte di legittimità annulla quando la motivazione del giudice d'appello non risponde in modo specifico e puntuale a doglianze di fatto e di diritto che siano decisive per la decisione (art. 606, lett. e)).
- La richiesta di consulenza tecnica (perizia grafologica) o acquisizione documentale può essere rigettata se il giudice ritiene tali elementi superflui alla luce del complesso probatorio, ma il diniego deve essere adeguatamente motivato e non manifestamente illogico.
- Per il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) è necessario un concreto e specifico apprezzamento del danno effettivamente subito: argomentazioni basate su danni meramente potenziali possono non bastare.
- Nel giudizio di truffa è essenziale dimostrare non solo l'anomalia o il sospetto (es. discrepanza IMEI), ma elementi idonei a provare la consapevolezza e il dolo dell'imputato riguardo alla realizzazione della frode.
- Se la Corte accerta che mancano risposte su ipotesi alternative non meramente congetturali (es. che un terzo abbia utilizzato false generalità per procurarsi i beni), la sentenza di merito può essere annullata per carenza di motivazione.
- Quando l'accoglimento parziale dei motivi comporta che il reato sia ormai prescritto, la Cassazione deve annullare la sentenza per estinzione del reato (art. 129 c.p.p.); il calcolo dei termini e delle sospensioni deve essere chiaramente indicato e congruamente motivato.
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