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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40786/2022 del 27/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi per cassazione deducono in sintesi: (i) vizio di motivazione per genericità e mancata indicazione delle concrete condotte e delle prove a carico (motivo principale proposto dall'avv. Gianluca Vinci); (ii) profili processuali (presentati dall'avv. Liborio Cataliotti) consistenti nell'affermazione che: l'eccezione di incompetenza per territorio poteva essere sollevata con la richiesta di rito abbreviato (art. 458 c.p.p.), la richiesta di revoca del rito abbreviato sarebbe stata formulata e non valutata dal G.I.P., e la mancata acquisizione nel fascicolo del rito di atti delle indagini preliminari avrebbe pregiudicato le difese (art. 442 e connessi). Si lamentava inoltre la quantificazione della pena e la genericità delle motivazioni di appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto preliminarmente che molte delle eccezioni processuali fossero state rinunciate o tardive (l'eccezione di incompetenza era stata rinunciata in udienza; la revoca del rito abbreviato è pervenuta dopo la fissazione dell'udienza) e che i motivi sostanziali fossero generici o inediti (nuove censure non proposte in appello) e dunque inammissibili. Quanto ai profili di merito sollevati in modo specifico, la Corte ha confermato la congruità della valutazione della Corte d'appello e della sentenza di primo grado (c.d. "doppia conforme"), in particolare rispetto alla qualifica di amministratore di fatto del Predieri e alla motivazione sulla determinazione della pena. Per tali ragioni il ricorso è stato rigettato, il ricorrente condannato alle spese e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Regola la enunciazione dei motivi in appello e la loro necessaria delimitazione; qui richiamata per evidenziare che i motivi in appello sono stati esposti nei limiti previsti dal rito

  • art. 458, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente all'imputato di eccepire l'incompetenza territoriale contestualmente alla richiesta del rito abbreviato in seguito a giudizio immediato, ma la Corte specifica che tale eccezione deve essere esercitata nel momento procedurale previsto e non può essere reiterata tardivamente dopo rinuncia in udienza

  • art. 438, cod. proc. pen.

    Norma generale sulla deduzione delle eccezioni in udienza preliminare; richiamata per distinguere i limiti ordinari dalla deroga prevista dall'art. 458 per il giudizio abbreviato

  • art. 448, comma 5, cod. proc. pen.

    Regola la revocabilità della richiesta di rito abbreviato: la giurisprudenza ammette la revoca fino al momento dell'ammissione o, a seconda dell'orientamento, fino all'ordinanza di ammissione; nel caso la revoca è risultata tardiva rispetto al decreto di fissazione dell'udienza

  • art. 442, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Attiene alla formazione del fascicolo nel rito abbreviato e alla utilizzabilità degli atti: la Corte richiama che l'assenza di atti nel fascicolo richiede che la parte indichi specificamente quali atti manchino e la loro incidenza, altrimenti il motivo è generico e inammissibile

  • art. 178, lett. b) e c) cod. proc. pen.

    Norme relative ai mezzi di prova e alla loro acquisizione; qui richiamate nel confronto sulla utilizzabilità e sulla rilevanza degli atti di indagine non trasmessi

  • art. 6 CEDU

    Garanzia del giusto processo; evocata dalla difesa in relazione alla presunta lesione del diritto di difesa per atti mancanti, ma la Corte ha ritenuto che non vi fosse pregiudizio dimostrato

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena: la Corte ha ritenuto congrua la motivazione per scostarsi dal minimo in ragione della gravità e della sistematicità delle condotte

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    Stabilisce l'inammissibilità dei motivi di cassazione non proposti in appello o inediti rispetto a quanto già dedotto; la Corte ha applicato questo principio per escludere censure emerse per la prima volta in Cassazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese del procedimento per il ricorso inammissibile; applicata per condannare il ricorrente e disporre il pagamento alla Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • In presenza di rito abbreviato conseguente a decreto di giudizio immediato, l'eccezione di incompetenza territoriale può essere sollevata contestualmente alla richiesta dell'abbreviato (art. 458 c.p.p.), ma deve esserlo nel momento procedurale previsto e non può essere poi riproposta se il difensore o l'imputato hanno rinunciato espressamente in udienza
  • La richiesta di revoca del rito abbreviato è revocabile, ma la revoca è efficace solo se prodotta prima dell'atto che fissa definitivamente l'udienza/ordinanza di ammissione; istanze tardive possono essere dichiarate inammissibili
  • La censura sulla mancata trasmissione di atti delle indagini preliminari al fascicolo del rito richiede che la parte indichi con precisione quali atti mancano e dimostri la loro incidenza decisiva; deduzioni generiche portano all'inammissibilità
  • In Cassazione non sono ammissibili motivi nuovi o censure non sollevate in appello: le doglianze devono essere previamente dedotte in appello, a pena di inammissibilità ex art. 606 c.p.p.
  • La valutazione del giudice di merito (e la cosiddetta 'doppia conforme' tra primo e secondo grado) è sindacabile in Cassazione solo in presenza di specifici vizi di motivazione o di violazioni di legge chiaramente indicate; valutazioni fattuali congruamente motivate sono insindacabili
  • Per contestare aumenti di pena o la scelta del delitto prevalente occorre che la Corte motivi adeguatamente e singolarmente gli aumenti (art. 133 c.p.): la discrezionalità del giudice di merito è rispettata se la motivazione è congrua
  • La parte che lamenta lesione del diritto di difesa per documentazione disponibile ma non consultata deve dimostrare di aver richiesto e di essere stata impedita nell'accesso; la mera disponibilità degli atti senza specifica indicazione della loro incidenza non basta

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