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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34412/2023 del 04/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna (Tribunale Napoli Nord, confermata in appello) per i reati di: capo 1) atti persecutori (stalking) nei confronti di K.A.; capo 2) lesioni aggravate nei confronti della stessa; capo 3) minaccia (continuata) verso K.L. e I.G. Il ricorrente deduceva: a) estinzione del reato di minaccia (capo 3) per remissione di querela del 19/10/2022 con accettazione; b) in subordine, vizio di motivazione e violazione di legge per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e per l'aumento per continuazione ritenuto privo di motivazione specifica.

La decisione

La Corte di legittimità ha disposto: 1) accoglimento parziale del ricorso: ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al capo 3 (minaccia continuata) perché il reato è estinto per remissione di querela; ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali relative a tale capo; 2) ha altresì annullato la condanna relativa al capo 2 (lesioni aggravate) perché lo stesso reato è estinto per prescrizione (prescrizione maturata il 10/11/2022) ed ha eliminato la pena di mesi tre di reclusione relativa a quel capo; 3) ha rigettato il resto del ricorso: è stata confermata la condanna per stalking (capo 1) e respinti i motivi relativi al trattamento sanzionatorio (compresa la richiesta di prevalenza delle attenuanti e le censure sugli aumenti per continuazione), ritenendo adeguata la motivazione dei giudici di merito. Inoltre, ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p., le spese del procedimento sono a carico del querelato (l'imputato) per il capo estinto per remissione.

Norme richiamate

  • art. 612 cod. pen. (minaccia)

    La 'gravità' della minaccia prevista dal secondo comma è utilizzata dalla Corte come criterio per valutare la modalità della condotta intimidatoria; minacce 'gravi' contribuiscono a rendere irrevocabile la querela nel contesto dello stalking.

  • art. 612-bis cod. pen. (atti persecutori)

    comma quarto, ultima parte

    Il comma quarto stabilisce l'irrevocabilità della querela quando la condotta si realizza con minacce reiterate e gravi; la Corte interpreta tale gravità come modalità della condotta (non come aggravante della pena) e ritiene che, per l'irrevocabilità, non sia sempre necessaria una contestazione formale esplicita dell'attributo 'grave' nell'imputazione se tale elemento è evincibile dai fatti contestati.

  • art. 340 c.p.p.

    Stabilisce che, in caso di estinzione del reato per remissione di querela, le spese del procedimento sono a carico del querelato salvo diverso accordo; la Corte ha applicato tale norma condannando l'imputato al pagamento delle spese relative al capo 3.

  • artt. 582 e 585 cod. pen. (lesioni)

    Le lesioni aggravate contestate (capo 2) sono state ritenute procedibili d'ufficio quando aggravate ai sensi richiesti (nexus teleologico con lo stalking), pertanto la remissione di querela non ne impedisce la perseguibilità; tuttavia il reato è estinto per prescrizione nel caso concreto.

  • art. 81 cod. pen. (concetto di continuazione e aumento)

    La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione dei giudici di merito circa gli aumenti per continuazione, verificando il rispetto dei limiti e della proporzionalità richiesti dalla giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite).

  • d.l. 14/08/2013 n.93 conv. in l. n.119/2013 e d.lgs. 10/10/2022 n.150

    Richiamate come fonti normative che hanno introdotto e modulato il regime di irrevocabilità della querela per i reati di violenza e stalking, in attuazione anche degli impegni internazionali (es. Convenzione di Istanbul). La Corte segnala l'evoluzione normativa e la temperanza del regime di procedibilità.

  • Convenzione di Istanbul (2011)

    Usata come riferimento di politica legislativa per giustificare l'irrevocabilità in favore di una maggiore tutela delle vittime di violenza e molestie ripetute.

Massime di principio

  • La remissione di querela estingue il reato di minaccia salvo che ricorra il regime di irrevocabilità previsto dall'art. 612-bis quando la condotta di stalking si realizza con minacce reiterate e gravi.
  • Quando le minacce sono reiterate e di particolare gravità (anche se la gravità non è espressamente indicata come aggravante nell'imputazione), la querela può essere considerata irrevocabile: per l'irrevocabilità conta la modalità concreta della condotta più che la formale indicazione dell'aggravante.
  • Le lesioni aggravate che presentano il nesso teleologico con lo stalking possono essere procedibili d'ufficio e dunque non estinguibili con la remissione di querela; tuttavia tali reati restano soggetti alla prescrizione se decorso il tempo previsto.
  • La prescrizione può estinguere singoli capi anche durante il corso del giudizio di legittimità: va sempre calcolata considerando le interruzioni e gli atti processuali concretamente compiuti.
  • Gli aumenti per continuazione devono essere motivati nel loro complesso e rispettare i limiti di proporzionalità; la motivazione può essere in termini generali purché sia sufficientemente chiara e coerente con il quadro fattuale.
  • In fase di contestazione e imputazione è importante documentare con precisione la reiterazione e la gravità delle minacce (prove, certificati, circostanze) perché ciò può incidere sulla procedibilità e sull'irrevocabilità della querela.
  • Le modifiche legislative (es. d.lgs. n.150/2022) e la giurisprudenza recente influenzano il regime di procedibilità: è necessario verificare sempre la normativa vigente al momento degli atti per valutare l'efficacia di una remissione di querela.

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