Cassazione Civile, Sentenza n. 23488/2026 del 18/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (contribuente)
La controversia
Un comune ha impugnato in cassazione la sentenza della CTR che, in riforma del primo grado, aveva accolto il ricorso di un contribuente contro tre avvisi di accertamento ICI per le annualità 2009, 2010 e 2011, relativi a un immobile adibito ad abitazione. Il primo motivo censurava la declaratoria di decadenza dell'ente per l'annualità 2009, sostenendo che, trattandosi di dichiarazione infedele e non omessa, il termine quinquennale di decadenza dovesse decorrere dal 30 giugno 2010. Il secondo motivo contestava l'affermazione della CTR secondo cui il soggetto passivo ICI non sarebbe il nucleo familiare ma il proprietario o titolare di diritto reale, sostenendo invece la necessità che l'immobile fosse abitazione principale del contribuente con dimora anche dei familiari. Nelle more, però, l'ente impositore ha annullato in autotutela gli avvisi di accertamento dopo la pronuncia della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il requisito della dimora dei familiari, chiedendo la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
La decisione
Le Sezioni Unite hanno preso atto dell'annullamento in autotutela degli avvisi di accertamento ICI, ritenendo che ciò avesse eliminato integralmente il contrasto tra le parti e determinasse la cessazione della materia del contendere. Il giudizio è stato quindi dichiarato estinto; le spese sono state integralmente compensate per la novità e complessità della questione, che aveva richiesto anche l'intervento della Corte costituzionale. Contestualmente, la Corte ha enunciato ex art. 363 c.p.c. il principio di diritto secondo cui, in tema di ICI, l'esenzione per abitazione principale spetta se il contribuente dimora abitualmente nell'immobile posseduto a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, senza che sia necessario che vi dimori anche il nucleo familiare.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
norma processuale invocata per denunciare violazione di legge nei due motivi di ricorso in cassazione.
art. 1, comma 161, L. 27 dicembre 2006, n. 296
richiamato dal ricorrente per sostenere la diversa decorrenza del termine di decadenza dall'azione accertativa nel caso di dichiarazione infedele.
art. 8, comma 2, d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504
"[p]er abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente"
la Corte, alla luce della sentenza n. 112/2025 della Corte costituzionale, ne ricava che il requisito della dimora abituale dei familiari è costituzionalmente illegittimo e che l'esenzione va riferita alla sola dimora abituale del contribuente.
art. 1, comma 173, lett. b), L. 27 dicembre 2006, n. 296
ha modificato la disciplina dell'ICI sull'abitazione principale, introducendo il riferimento utilizzato dalla Corte come oggetto della declaratoria di illegittimità costituzionale parziale.
richiamato nel secondo motivo in relazione alla nozione di residenza/dimora ai fini dell'abitazione principale.
utilizzato per l'enunciazione del principio di diritto nell'interesse della legge nonostante l'estinzione del giudizio.
art. 3 Cost.
la Consulta ha ravvisato una irragionevole discriminazione tra contribuenti coniugati o uniti civilmente e contribuenti singoli, ove si richieda la dimora dei familiari.
art. 29 Cost.
richiamato quale parametro costituzionale che si oppone a trattamenti fiscali penalizzanti per la famiglia.
art. 31 Cost.
ritenuto leso dalla disciplina che penalizza la dimensione familiare in relazione all'agevolazione fiscale sull'abitazione principale.
art. 53, primo comma, Cost.
la Corte costituzionale ha rilevato l'irragionevolezza di un'imposta reale che attribuisca rilievo allo status familiare del contribuente.
richiamato per evidenziare che la coabitazione è la situazione frequente dei coniugi, ma non esclude la possibilità di residenze separate.
norma richiamata per il deposito di memorie in prossimità dell'udienza.
Massime di principio
- In tema di ICI, dopo la declaratoria di illegittimità costituzionale del riferimento ai familiari, l'esenzione per abitazione principale spetta in base alla sola dimora abituale del contribuente possessore dell'immobile, non essendo necessario che vi dimori l'intero nucleo familiare.
- Nelle imposte reali, ai fini del beneficio fiscale, rilevano esclusivamente elementi oggettivi riferiti all'immobile; non può attribuirsi rilievo allo status familiare del contribuente se tale requisito introduce una discriminazione irragionevole.
- Quando l'ente impositore annulla in autotutela gli atti impugnati, viene meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio tributario e si verifica la cessazione della materia del contendere.
- Nel processo tributario non sono ammesse pronunce di mero accertamento dell'illegittimità della pretesa fiscale una volta caduto l'atto impositivo, sicché l'annullamento sopravvenuto esaurisce la lite.
- L'enunciazione del principio di diritto ex art. 363 c.p.c. può essere effettuata anche se il giudizio è estinto, quando ricorrano una questione di particolare importanza e un interesse generale alla stabilizzazione dell'orientamento giurisprudenziale.
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