Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13788/2023 del 03/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte di appello di Brescia (09/06/2022) che aveva confermato la condanna per guida in stato di alterazione psico-fisica da stupefacenti (art. 187, comma 1 e 1-bis, d.lgs. 285/1992). Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per mancato rispetto del principio di diritto della Cassazione e per l'omessa valutazione del 'giudicato interno' riguardo ai criteri dell'art. 133 c.p. (giovane età, condotta collaborativa post-reato, stato di alterazione non grave), richiedendo la sostituzione della pena detentiva di sei mesi con la corrispondente pena pecuniaria o con lavoro di pubblica utilità. È stata inoltre prodotta la disponibilità dell'ENPA di Bergamo ad accogliere l'imputato per l'esecuzione di lavori di pubblica utilità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello di Brescia avesse correttamente esercitato la propria discrezionalità nel negare la conversione della pena, motivando la prognosi negativa con la gravità dell'incidente (violenta collisione che ha distrutto il veicolo), lo stato di alterazione psico-fisica dovuto ai cannabinoidi, e la rilevanza del precedente penale per detenzione di stupefacenti, che indicano che l'imputato non si era sottratto a certe abitudini. La Corte ha inoltre affermato che non è necessario esaminare tutti i criteri dell'art. 133 c.p.: anche un solo elemento può giustificare il diniego. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 187, comma 1 e 1-bis, d.lgs. n. 285 del 1992

    Norma che punisce la guida in stato di alterazione psicofisica per uso di stupefacenti; la responsabilità dell'imputato è stata definitivamente accertata in base a tale disposizione.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena (tra cui età, condotta, personalità) che devono essere valutati dal giudice; la Corte ha ritenuto che la Corte d'appello abbia correttamente applicato criteri riconducibili a questo articolo, anche se diversi da quelli valorizzati in primo grado.

  • art. 58 I. n. 689 del 1981

    Il giudice, nei limiti fissati dalla legge e tenuto conto dei criteri indicati nell'articolo 133 del codice penale, puo' sostituire la pena detentiva e tra le pene sostitutive sceglie quella piu' idonea al reinserimento sociale del condannato; Non puo' tuttavia sostituire la pena detentiva quando presume che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato; Deve in ogni caso specificamente indicare i motivi che giustificano la scelta del tipo di pena erogata.

    Regola il potere discrezionale del giudice di convertire la pena detentiva in pena pecuniaria o altra pena sostitutiva, ma consente il diniego quando vi sia fondato motivo di ritenere che le prescrizioni non saranno adempiute; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego fondato sulla gravità del fatto e sulla personalità dell'imputato.

  • art. 71, comma 1, lett. f), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Novella che ha ampliato le possibilità di misure alternative (es. lavoro di pubblica utilità) ma non ha eliminato la discrezionalità del giudice né il potere di negare la conversione quando sussistono fondati motivi per ritenere il mancato rispetto delle prescrizioni.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 28 del 10 febbraio 2022

    Richiamata per il principio sul bilanciamento tra esecuzione della pena e modulabilità della sanzione pecuniaria; la Corte di cassazione ha però confermato la persistenza della valutazione discrezionale in capo al giudice territoriale.

  • Sezioni Unite n. 24476 del 22/04/2010 (Gagliardi)

    Principio secondo cui la decisione sulla conversione non deve essere motivata sulla base della disponibilità economica del condannato ma sui criteri di cui all'art. 133 c.p.; la Corte ha seguito tale orientamento.

Massime di principio

  • La conversione della pena detentiva in pena pecuniaria o in altra pena sostitutiva è rimessa a un potere discrezionale del giudice che deve motivare la decisione secondo i criteri dell'art. 133 c.p.; la discrezionalità permane anche dopo il d.lgs. 150/2022.
  • Il giudice può negare la conversione se sussistono fondati motivi per ritenere che le prescrizioni non saranno adempiute: la gravità del fatto e la personalità del condannato (inclusiprecedenti) sono elementi idonei a giustificare il diniego.
  • Non è necessario valutare tutti i criteri dell'art. 133 c.p.: anche un singolo criterio sufficientemente rilevante può legittimare il rifiuto della sostituzione della pena.
  • La disponibilità di una struttura per il lavoro di pubblica utilità (es. ENPA) non determina automaticamente la conversione; resta rilevante la valutazione complessiva della pericolosità e della prognosi di recidiva.
  • La capacità economica del condannato non deve essere il criterio decisivo (secondo Sezioni Unite Gagliardi), anche se alcune pronunce hanno affrontato la questione in termini diversi; l'orientamento prevalente richiede motivazione sui criteri rieducativi e di pericolosità.
  • La mera discrepanza tra la valutazione del giudice di primo grado e quella del giudice di appello non è di per sé motivo di annullamento se la motivazione dell'appello è logica, non contraddittoria e aderente ai criteri di legge.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.