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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13785/2023 del 03/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Milano del 31/05/2022 con doglianze di violazione degli artt. 132 e 133 cod. pen. e vizio di motivazione: contestata la mancata applicazione nella massima estensione delle circostanze attenuanti generiche (riduzione della pena detentiva), ritenuto eccessivo e immotivato l'aumento per continuazione, e contestata la determinazione e la motivazione della pena pecuniaria (calcolo della multa complessiva di €27.000).

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto le censure relative alla misura della riduzione della pena detentiva per le circostanze attenuanti generiche e alla determinazione degli aumenti per continuazione, ritenendo la motivazione del giudice di merito conforme ai criteri di cui all'art. 133 c.p. e non manifestamente illogica. Ha però accolto il ricorso in parte quanto alla determinazione della pena pecuniaria: ha rilevato un errore di calcolo e un vizio di motivazione non emendabile relativamente alla modalità di computo degli aumenti sulla multa, rendendo non univoca la volontà del giudice. Perciò ha annullato in parte la sentenza limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio e ha rinviato ad altra Sezione della Corte d'appello di Milano per nuovo giudizio su quel punto. Ha dichiarato definitiva l'affermazione della responsabilità penale ai sensi dell'art. 624 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 132 cod. pen.

    Norma sul concorso di circostanze e sulla modulazione della pena; richiamata come principio generale in tema di determinazione del trattamento sanzionatorio.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per la misura delle circostanze attenuanti e aggravanti; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia correttamente applicato i criteri e motivato la misura della riduzione per le attenuanti generiche.

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Consente di dichiarare definitiva la responsabilità penale quando la Corte di Cassazione annulla la sentenza solo sulla determinazione della pena; la Cassazione ha utilizzato tale norma per rendere definitiva la condanna sostanziale pur rinviando la quantificazione della sanzione pecuniaria.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 conv. con modif. dalla L. 18 dicembre 2020, n. 176

    Norma richiamata limitatamente alle richieste scritte del Pubblico Ministero in Cassazione; è richiamata nel procedimento come riferimento formale per le conclusioni del P.M.

Massime di principio

  • La Corte di merito ha ampia discrezionalità nella modulazione della misura della riduzione per le circostanze attenuanti generiche (art. 133 c.p.); la non applicazione massima è legittima se motivata con riferimento agli elementi elencati dalla norma (tipologia di reati, comportamento dell'imputato, inserimento in circuiti criminosi, ecc.).
  • Una motivazione sintetica del giudice di merito è compatibile se consente di evincere l'applicazione dei criteri dell'art. 133 c.p.; la cassazione interviene solo se la motivazione è manifestamente illogica o carente.
  • Gli aumenti per continuazione devono essere determinati e motivati in modo comprensibile e proporzionato; se la somma complessiva degli aumenti è manifestamente incoerente o il computo non è univoco, la Cassazione può annullare la determinazione della sanzione pecuniaria e rinviare per nuovo giudizio.
  • La Cassazione può dichiarare definitiva la responsabilità penale (art. 624 c.p.p.) e al contempo disporre rinvio limitato alla determinazione della pena quando l'errore riguarda solo la quantificazione del trattamento sanzionatorio.
  • In caso di contestazione del calcolo delle multe o delle maggiorazioni, è essenziale che il giudice di merito espliciti chiaramente la base di calcolo e gli importi applicati per ciascun capo, affinché sia possibile verificare la coerenza aritmetica e logica della decisione.

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