Cassazione Penale, Sentenza n. 22218/2022 del 08/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Sequestro probatorio effettuato l'8 luglio 2021 presso l'abitazione dei genitori di Michael Lanza: una pistola (la detenzione risultava denunciata), due serbatoi e 50 proiettili rinvenuti sopra un armadio. Il Procuratore aveva convalidato il sequestro ritenendo i beni corpo di reato e pertinenti all'ipotesi di porto illegale di arma. Con ordinanza del 29-30 luglio 2021 il Tribunale del riesame ha respinto la richiesta di riesame rilevando incoerenze nelle dichiarazioni dell'indagato (iniziale ammissione di aver portato fuori la pistola e successiva ritrattazione), affermando che il riesame deve valutare la configurabilità della fattispecie e non la fondatezza probatoria, e richiamando la previsione della confisca obbligatoria dell'arma che preclude la restituzione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché composto da motivi generici. Ha ritenuto che il primo motivo (presunta carenza di motivazione sulla sussistenza del fatto) illegittimamente chiedeva al giudice del riesame valutazioni di merito (attendibilità della ritrattazione) che esulano dal controllo di configurabilità dell'ipotesi accusatoria. Il secondo motivo (omessa motivazione sulla non opportunità della restituzione) è stato giudicato generico e privo di contraddittorio rispetto alla motivazione del Tribunale (richiamo alla confisca obbligatoria). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
contravvenzione contestata che ha giustificato la convalida del sequestro
La norma è stata richiamata quale fattispecie contestata che ha reso i beni pertinenti al reato; il riferimento serve a qualificare l'ipotesi di reato alla base del sequestro
art. 324, comma 7, cod. proc. pen. citato in ordine alla confisca obbligatoria dell'arma
Il Tribunale ha ritenuto che, ove la fattispecie preveda confisca obbligatoria dell'arma, la restituzione è preclusa; la norma è stata interpretata come ostativa alla restituzione anche qualora si discuta della necessità del mantenimento del sequestro
Richiamato implicitamente per delimitare il sindacato in Cassazione: il ricorso per cassazione contro ordinanze del riesame è ammesso solo per specifiche violazioni di legge, non per valutazioni di merito
Norma richiamata come base per la condanna alle spese processuali e per la possibilità di infliggere una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso
Corte Cost., sent. n. 186 del 2000
Richiamata per il principio secondo cui, in mancanza di elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può essere disposta una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende
Massime di principio
- Il giudice del riesame valuta la configurabilità concreta della fattispecie oggetto di imputazione provvisoria e non svolge un giudizio pieno di merito sulla responsabilità; quindi ritrattazioni o questioni di attendibilità rilevanti per il merito non sono centro del riesame
- Se la fattispecie prevede confisca obbligatoria dell'arma, la restituzione è in linea di principio preclusa; la valutazione sulla restituzione può essere negata già sulla base di tale previsione normativa
- In Cassazione contro ordinanze del riesame sono ammesse solo censure per violazione di legge o carenza motivazionale specifica: motivi generici o che chiedono una rivalutazione di merito sono inammissibili
- Il ricorrente che proponga motivi vaghi o meramente ripetitivi rischia la dichiarazione di inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende
- Nelle impugnazioni è fondamentale distinguere profili di diritto (che possono essere sindacati in sede di legittimità) da profili di fatto e di valutazione probatoria (riservati al merito)
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