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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16975/2024 del 23/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza che ha applicato la pena patteggiata (8 mesi di reclusione) per il reato di cui all'art. 391-ter c.p.; il ricorrente deduce violazione e errata applicazione degli artt. 20-bis c.p. e 545-bis c.p.p. e manifesta illogicità della motivazione perché il giudice non avrebbe considerato la richiesta di sostituzione della pena pecuniaria con pena sostitutiva, richiesta menzionata solo nel verbale d'udienza. Sostiene che, ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p., l'istanza di sostituzione può essere formulata dopo la lettura del dispositivo e che, se necessario, la decisione può essere differita fino a 60 giorni come previsto anche dall'art. 448, comma 1-bis c.p.p.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che l'azione dedotta non impugnasse l'illegalità della pena ma la violazione di una norma (art. 545-bis c.p.p.) non applicabile al rito del patteggiamento. Si è affermato che, nel patteggiamento, la sostituzione della pena detentiva con una sanzione sostitutiva è possibile solo se espressamente prevista nell'accordo tra le parti (ai sensi dell'art. 448, comma 1-bis c.p.p. e art. 53 legge 689/81); pertanto la richiesta formulata dopo la lettura del dispositivo è tardiva e inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'applicazione della pena concordata per il giudizio abbreviato di cui al patteggiamento; nel caso in esame è la norma che ha consentito l'applicazione della pena concordata dall'imputato e dall'accusa

  • art. 391-ter cod. pen.

    Norma sostanziale relativa al reato per cui è stata patteggiata la pena; indica il bene giuridico offeso e la fattispecie penale contestata

  • art. 20-bis cod. pen.

    Prevede alcune misure alternative alla pena detentiva; la Corte osserva che nell'ambito del patteggiamento tali misure possono essere applicate solo se incluse nell'accordo tra le parti

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Disciplina l'obbligo per il giudice nel giudizio ordinario di avvertire le parti della possibilità di conversione della pena detentiva non superiore a quattro anni in una sanzione sostitutiva e di poter differire la decisione; la Corte rileva che questa norma è dettata per il giudizio ordinario e non si applica al procedimento di patteggiamento

  • art. 448, comma 1-bis cod. proc. pen.

    Stabilisce che l'accordo di patteggiamento può avere ad oggetto una pena sostitutiva prevista dall'art. 53 della legge 689/1981; la Corte interpreta che, pertanto, la sostituzione è possibile solo se previamente concordata tra le parti

  • art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Prevede le sanzioni sostitutive della pena detentiva; la Corte indica che tali sanzioni possono essere applicate nel patteggiamento solo se previste dall'accordo (in base all'art. 448, comma 1-bis c.p.p.)

Massime di principio

  • Nel patteggiamento (rito premiale) la possibilità di sostituire una pena detentiva con una sanzione alternativa deve essere espressamente prevista nell'accordo tra le parti; il giudice non può disporre la sostituzione ex post se non era parte dell'accordo
  • L'art. 545-bis c.p.p., che impone l'avviso alle parti della possibilità di conversione della pena e il differimento della decisione, è concepito per il giudizio ordinario e non è applicabile al giudizio di patteggiamento
  • Una richiesta di sostituzione della pena formulata dopo la lettura del dispositivo e non inclusa nell'accordo può essere ritenuta tardiva e inammissibile
  • Per ottenere l'applicazione di una pena sostitutiva nel patteggiamento è buona prassi che difesa e pubblica accusa inseriscano chiaramente nel testo dell'accordo il tipo di sanzione sostitutiva richiesta, con indicazione delle prescrizioni e degli obblighi relativi
  • Se il giudice necessita di ulteriori accertamenti per determinare la natura o l'articolazione della pena sostitutiva, nel patteggiamento deve sospendere il processo e rinviare ad altra udienza dando avviso alle parti e all'ufficio competente, ma solo se la sostituzione è già stata oggetto dell'accordo

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