Cassazione Penale, Sentenza n. 26147/2025 del 16/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione per violazione di legge e difetto di motivazione (art. 606 lett. b) ed e) c.p.p.) per la mancata rilevazione della prescrizione. Il ricorrente contestava il calcolo del termine prescrizionale, sostenendo che, in mancanza di prova certa della data di acquisizione dell'assegno, per il principio del favor rei la consumazione della ricettazione dovesse farsi risalire alla data della denuncia di smarrimento dell'assegno (27/09/2011), con conseguente maturazione della prescrizione prima della sentenza di appello; inoltre, rilevava un errore nel computo dei giorni di sospensione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Ha rilevato un errore materiale nel conteggio delle sospensioni (906 giorni e non 931) e, soprattutto, ha ritenuto fondata la retrodatazione del momento consumativo al periodo prossimo alla denuncia di smarrimento (27/09/2011) per effetto del principio del favor rei dovuto alla mancata prova certa dell'epoca del fatto da parte dell'accusa. Considerati dieci anni di prescrizione (artt. 157/161 c.p.) e le sospensioni, la prescrizione era maturata alla data del 25/03/2024; pertanto la Corte ha dichiarato estinto il reato e annullato la condanna.
Norme richiamate
Indicati come i motivi di cassazione invocati (violazione di legge e difetto di motivazione). La Corte li ha ritenuti rilevanti in relazione al mancato riconoscimento della prescrizione.
Stabilisce che le cause di non punibilità sono applicabili fino a quando il giudizio non sia esaurito integralmente; la Corte ha usato questo principio per ritenere non preclusa la valutazione della prescrizione anche se la questione non era stata sollevata in appello.
comma 2 (richiamato nel testo della sentenza)
Consente alla Corte di Cassazione di pronunciarsi anche sulle questioni rilevabili d'ufficio in ogni stato e grado del processo; usato per confermare la possibilità di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione al di fuori dei limiti devolutivi dell'impugnazione.
Norme che disciplinano i termini di prescrizione e il loro computo; la Corte le ha applicate per determinare il termine decennale e calcolare la maturazione della prescrizione, tenendo conto delle cause sospensive.
Massime di principio
- Se la data di consumazione del reato non è provata con certezza dall'accusa, va applicato il principio del favor rei e la consumazione può essere collocata nella data più favorevole all'imputato, con possibili effetti estintivi per prescrizione.
- L'onere di provare con precisione l'epoca del fatto grava sull'accusa; in mancanza di tale prova la posizione dell'imputato beneficia di una presunzione favorevole.
- Le cause estintive del reato (es. prescrizione) possono essere rilevate d'ufficio dalla Corte di Cassazione e applicate anche se la questione non è stata sollevata in appello, salvo che il capo di sentenza sia passato in giudicato non toccato dalle censure.
- Il calcolo dei termini di sospensione va effettuato con precisione: errori materiali nel conteggio dei giorni possono incidere sul risultato prescrizionale e dare luogo all'annullamento della condanna.
- Nelle fattispecie di reati istantanei (come la ricettazione) la consumazione si perfeziona nel momento del ricevimento del bene di illecita provenienza; se tale momento non è accertabile, va preferita la collocazione temporale più favorevole all'imputato.
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