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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12119/2022 del 01/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto ammissibile il ricorso, rilevando un vizio motivazionale della Corte d'appello in relazione alla valutazione dell'elemento soggettivo. Tuttavia ha constatato che il reato si era estinto per prescrizione (decorrenza del termine di prescrizione il 4 gennaio 2021) e, per tale motivo, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Decisione resa a Roma in data 26 gennaio 2022.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per il reato ex art. 76 d.P.R. 445/2000 in relazione all'art. 483 c.p., per aver attestato il possesso dei requisiti di onorabilità per il rinnovo della patente nautica nonostante una precedente condanna ostativa. D'Agostino deduceva l'errore nella dichiarazione in ragione del positivo esito dell'affidamento in prova ai servizi sociali (compiuta espiazione della pena) e del fatto di aver ottenuto nel frattempo il rinnovo della patente di guida e della carta d'identità, elementi che avrebbero dimostrato il suo affidamento e l'assenza della volontà di falsificare i requisiti. La Corte territoriale ha ritenuto tali circostanze irrilevanti, richiamando la materialità del fatto e distinguendo la fattispecie dalla riabilitazione, senza fornire adeguata motivazione in ordine all'elemento soggettivo contestato.

Norme richiamate

  • art. 76 d.P.R. 445/2000

    Applicata in combinato con la normativa penale per sanzionare la falsa attestazione resa ai fini di un atto amministrativo (rinnovo patente nautica), ossia la dichiarazione mendace sul possesso di requisiti di onorabilità

  • art. 483 cod. pen.

    Richiamato come norma penale relativa alla falsità nella attestazione, integrata con l'art. 76 d.P.R. 445/2000 per configurare il reato di attestazione di requisiti non veritieri

  • art. 161 cod. pen.

    Richiamato in relazione al termine di prescrizione: la Corte ha accertato il decorso del termine previsto e quindi l'estinzione del reato per prescrizione

Massime di principio

  • Se il ricorrente introduce fatti che possono dimostrare un errore di buona fede sulla permanenza dei requisiti richiesti (es. provvedimenti amministrativi successivi, esito positivo di misure alternative), tali elementi devono essere esaminati e motivatamente valutati dalla corte; l'omessa o insufficiente motivazione su questo punto può costituire vizio rilevante in Cassazione
  • La riabilitazione e altre misure postume non coincidono automaticamente con la rimozione degli effetti penali o amministrativi; il giudice deve distinguere e spiegare il rilievo di ciascun istituto rispetto all'elemento soggettivo del reato
  • La prescrizione estingue il reato anche quando permangono questioni sostanziali non risolte: quando il termine è maturato, la Corte può annullare la sentenza per estinzione del reato senza rinvio
  • È essenziale per l'imputato documentare tempestivamente e compiutamente le circostanze che possono giustificare un errore di fatto o di diritto (es. atti amministrativi favorevoli, provvedimenti esecutivi conclusi) affinché siano adeguatamente valutate in appello e in cassazione
  • La corte d'appello è tenuta a fornire motivazione puntuale sul profilo soggettivo del reato; la mera richiamazione della materialità del fatto senza affrontare le deduzioni sulla buona fede o sull'errore può rendere la decisione vulnerabile al controllo di legittimità

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