Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 15318/2023 del 31/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia relativa alla costruzione di un balcone con sporto e all'infissione di travi di sostegno nel muro di proprietà dell'attrice in un edificio condominiale; l'attrice aveva chiesto l'accertamento dell'illegittimità per inosservanza delle distanze legali, la demolizione/riduzione in pristino e il risarcimento dei danni. In appello era stata accertata l'illegittimità dell'opera e ordinata la demolizione nei limiti indicati dalla CTU; il convenuto (oggi ricorrente) ha proposto ricorso in Cassazione censurando, tra l'altro, pronunce oltre le domande (extra/ultra petita), l'ammissione in appello di questioni non dedotte in primo grado, valutazione delle prove e interpretazione dell'art.1102 c.c. e delle norme sulle distanze, nonché l'applicabilità dell'eccezione per confinare con pubblica via

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso; ha ritenuto infondati o inammissibili i motivi dedotti. Ha confermato che il giudice di merito può verificare e pronunciare, anche d'ufficio, sulle violazioni relative alle distanze e sulle conseguenze applicabili (iura novit curia), che l'art.1102 c.c. non deroga alle norme sulle distanze tra costruzioni nel contesto condominiale e che nel caso concreto risultava accertata l'illegittimità del balcone per violazione delle distanze e per superamento dei limiti d'uso delle parti comuni. Ha inoltre dichiarato inammissibili censure che tentavano un riesame dei fatti e delle prove consentito solo al giudice di merito. Il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio di cassazione e all'eventuale versamento integrativo del contributo unificato a norma del DPR 115/2002

Norme richiamate

  • art. 99 c.p.c.

    Richiamato rispetto al principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato: la Corte ha ricordato che, di fronte a una domanda ampia volta al ristoro ripristinatorio per violazione delle distanze, il giudice deve comunque verificare tutte le violazioni applicabili anche d'ufficio

  • art. 112 c.p.c.

    Principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato: la Corte ha precisato che il controllo deve essere compatibile con il potere del giudice di applicare le norme pertinenti d'ufficio (iura novit curia) e che la pronuncia su profili correlati non costituisce necessariamente extra petita

  • art. 163, co. 2 c.p.c.

    Riferimento in relazione all'inammissibilità delle nuove domande in appello: la Corte ha ritenuto che le questioni connesse e ragionevolmente ricomprese nella domanda originaria possono essere esaminate dal giudice di merito

  • art. 183 c.p.c.

    Collegato alle regole istruttorie e all'apprezzamento delle prove in sede di merito; la Corte ha riaffermato il limite del sindacato di legittimità sulle valutazioni probatorie

  • art. 345 c.p.c.

    Richiamato come norma procedurale nell'ambito delle censure sull'istruzione probatoria; la Corte ha dichiarato inammissibili le doglianze che chiedevano un diverso apprezzamento dei fatti

  • art. 1102 c.c.

    Norma sull'uso delle parti comuni: la Corte ha interpretato che l'art.1102 non consente di derogare alle norme sulle distanze tra costruzioni; l'uso delle parti comuni non può eccedere i limiti tali da ledere i diritti degli altri condomini

  • art. 905 c.c.

    Norma sulle distanze tra costruzioni: la Corte ha confermato che le regole sulle distanze si applicano anche tra unità immobiliari di uno stesso edificio condominiale e non sono automaticamente escluse quando le proprietà confinano con strada pubblica, se sussistono ulteriori profili di illegittimità

  • art. 907 c.c.

    Richiamata in riferimento all'applicabilità delle distanze e delle limitazioni nelle costruzioni; la Corte ha ritenuto che le norme codicistiche sulle distanze trovano applicazione anche nel contesto condominiale

  • art. 360, n. 5 c.p.c.

    Limiti del sindacato in Cassazione: la Corte ha richiamato che l'impugnazione fondata su diversa valutazione delle prove è inammissibile salvo motivazione che renda la decisione illogica o priva di ragioni

  • D.P.R. 115/2002 art. 13, co. 1-quater e art. 1-bis

    Norme sul contributo unificato: la Corte ha rilevato l'eventuale obbligo del ricorrente al versamento di un'ulteriore somma pari al contributo unificato per il ricorso, se dovuto

Massime di principio

  • Se la domanda giudiziale è formulata in termini ampi volti al ripristino per violazione delle distanze, il giudice di merito può verificare e pronunciare anche su profili connessi non espressamente invocati, applicando le norme pertinenti d'ufficio (iura novit curia)
  • L'art.1102 c.c. (uso delle parti comuni) non autorizza automaticamente a derogare alle norme sulle distanze tra costruzioni; l'esercizio del diritto sulle parti comuni non può superare i limiti che ledono diritti degli altri condomini
  • Nel caso di edifici condominiali le norme sulle distanze tra costruzioni (art.905 e 907 c.c.) sono applicabili nei rapporti fra unità immobiliari e non sono esclusi semplicemente perché le proprietà confinano con strada pubblica, quando sussistono profili ulteriori di illegittimità
  • In Cassazione il sindacato sulla valutazione delle prove è molto limitato: non è consentito chiedere il riesame dei fatti se non in presenza di motivazione che dimostri manifesta illogicità o insufficienza della motivazione del giudice di merito
  • Le decisioni di merito possono fondarsi su CTU, fotografie e altre prove tecniche; la mancata richiesta di nuova CTU in appello non è automaticamente vizio se il giudice motiva il proprio convincimento sulle prove disponibili
  • Le spese e gli oneri processuali seguono la soccombenza; in Cassazione il ricorrente perdente può essere condannato anche al pagamento del contributo unificato integrativo previsto dalla normativa sui diritti di cancelleria

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.