Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 02278/2024 del 23/01/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La società concessionaria ha impugnato in cassazione la sentenza della commissione tributaria regionale che aveva confermato il rigetto del ricorso contro un avviso di accertamento TOSAP relativo all'anno 2014 emesso da un comune. Con il primo motivo ha dedotto violazione e falsa applicazione della disciplina sulla TOSAP e delle leggi speciali sulle autostrade, sostenendo che non ricorressero i presupposti impositivi perché mancava un formale atto comunale di concessione o autorizzazione per l'occupazione del suolo pubblico, l'occupazione derivava da un diverso titolo concessorio statale e non poteva qualificarsi come abusiva o sine titulo, inoltre non vi sarebbe stata una sottrazione di spazio pubblico nell'interesse esclusivo del privato. Con il secondo motivo, proposto in via subordinata, ha lamentato la violazione della norma sull'esenzione TOSAP per le occupazioni dello Stato, dell'art. 822 c.c. e di altra normativa richiamata, sostenendo che l'agevolazione/esenzione dovesse operare perché l'opera sarebbe riconducibile al demanio statale e non vi sarebbe stata un'occupazione direttamente posta in essere dallo Stato.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondati e congiuntamente esaminabili i due motivi. Ha ribadito che il presupposto della TOSAP è l'occupazione di spazi ed aree pubbliche che comporti una effettiva sottrazione all'uso pubblico, a prescindere dall'esistenza di un formale provvedimento concessorio o autorizzatorio comunale, salvo le specifiche esenzioni di legge. Nel caso concreto, il viadotto autostradale soprastante la strada provinciale integrava un'occupazione di fatto del suolo pubblico perché ne limitava l'uso e l'utilizzazione edificatoria; inoltre rientrava nella nozione di occupazione tassabile anche in quanto impianto di servizio pubblico in regime di concessione. La Corte ha escluso l'esenzione invocata, osservando che l'occupazione era riferibile alla società concessionaria e non allo Stato, e che la dedotta appartenenza demaniale statale dell'infrastruttura non incideva sul presupposto impositivo. Il ricorso è stato quindi rigettato integralmente; la Corte ha regolato le spese ponendole a carico della ricorrente, pur dando atto del progressivo consolidarsi della giurisprudenza sul punto e della conseguente sussistenza dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • artt. 38 e 39 d.lgs. n. 507/1993

    presupposto impositivo della TOSAP; occupazioni di spazi ed aree pubbliche; necessità di concessione o autorizzazione

    La tassa colpisce l'occupazione di fatto di spazi pubblici che comporti sottrazione all'uso pubblico; il tributo è dovuto anche in assenza di un formale titolo comunale, se l'occupazione sussiste in concreto.

  • art. 49 d.lgs. n. 507/1993

    esenzione per l'occupazione effettuata dallo Stato

    L'esenzione opera solo quando l'occupazione sia imputabile direttamente allo Stato; non si estende all'occupazione realizzata dal concessionario che gestisce l'opera in autonomia.

  • art. 822 c.c.

    La qualificazione demaniale dell'opera non esclude di per sé la TOSAP, se nel periodo concessorio il suolo pubblico è di fatto occupato e sottratto all'uso pubblico dal concessionario.

  • art. 143 d.lgs. n. 163/2006

    concessione di lavori pubblici; progettazione e realizzazione dell'opera; diritto di gestione e sfruttamento economico

    La società concessionaria realizza e gestisce l'opera pubblica in piena autonomia durante la concessione; ciò la rende soggetto dell'occupazione ai fini tributari.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    ulteriore importo a titolo di contributo unificato

    In caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • Ai fini della TOSAP, il presupposto impositivo è integrato dall'occupazione in fatto di suolo pubblico o di spazi sovrastanti/sottostanti appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, quando tale occupazione comporti una concreta sottrazione all'uso pubblico.
  • La debenza del tributo non dipende, di regola, dall'esistenza di una concessione o autorizzazione formale dell'ente locale: ciò che rileva è la situazione materiale di occupazione, salvo che ricorra una specifica esenzione prevista dalla legge.
  • L'esenzione prevista per le occupazioni effettuate dallo Stato non si applica quando l'occupazione è posta in essere dal concessionario di un'opera pubblica, anche se l'opera resta di proprietà pubblica o demaniale durante il periodo concessorio.
  • Per le infrastrutture autostradali o simili, la presenza di un viadotto o di un impianto che insiste sopra il suolo pubblico può integrare occupazione tassabile anche se il bene è funzionale a un servizio di pubblica utilità.
  • La verifica della proprietà pubblica dell'infrastruttura non è decisiva se, sul piano funzionale e concessorio, il soggetto privato dispone del bene e ne realizza l'occupazione del suolo sottostante.

Come è indicizzato

MaterieTOSAP
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.