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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34576/2024 del 12/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza con cui il Tribunale di Milano, in sede di riesame, aveva rigettato la richiesta di restituzione di una serie di beni di lusso sequestrati presso l'hotel (Hoet Luxury). I beni erano stati sottoposti a sequestro preventivo finalizzato alla confisca nell'ambito di un procedimento penale che vede indagati, tra gli altri, i genitori della ricorrente per reati connessi all'attività finanziaria e al riciclaggio. La difesa della Ren ha dedotto di essere la legittima proprietaria di vari oggetti (orologio, anello, borse di marca) fornendo a sostegno verbali di perquisizione che indicavano la sua disponibilità della stanza 102, ricevute di acquisto e fotografie; in particolare è stato prodotto uno scontrino emesso a Hong Kong (14/01/2020) riportante l'acquisto di articoli in pelle e il nome dell'acquirente, che la difesa asseriva corrispondere a una borsa Chanel sequestrata. La ricorrente ha inoltre sostenuto che la sproporzione reddituale contestata riguarda gli indagati (i genitori) e non lei.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha confermato la correttezza della valutazione del Tribunale di riesame sulla maggior parte dei beni contestati, ritenendo congrua la motivazione che ha escluso la prova di titolarità in capo alla ricorrente (anche tenuto conto dell'uso promiscuo della stanza). Tuttavia la Corte ha rilevato che il Tribunale non aveva adeguatamente valutato uno scontrino prodotto: il documento mostra una corrispondenza tra il codice riportato sullo scontrino e il certificato di garanzia indicato nel verbale di sequestro, elemento che costituisce prova idonea a riconnettere la proprietà di una specifica borsa Chanel alla Ren. Per tale motivo la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla borsa Chanel identificata dal certificato di garanzia n. 2888502 (si rinvia al Tribunale di Milano per nuovo giudizio su questo punto). Per quanto riguarda tutti gli altri beni, l'annullamento non è stato pronunciato e i motivi sono stati ritenuti manifestamente infondati.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma procedurale sul ricorso per riesame e sulla competenza per i provvedimenti cautelari; la Corte ha richiamato l'art. 324 per disporre il rinvio al Tribunale di Milano per nuovo giudizio limitatamente all'oggetto annullato.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Disposizione che consente la confisca per sproporzione patrimoniale; è la norma sostanziale alla base del sequestro preventivo finalizzato alla confisca, valutata per verificare se i beni siano riconducibili a proventi illeciti rispetto al reddito noto degli interessati.

  • artt. 321, commi 2 e 3-bis, cod. proc. pen.

    Norme che disciplinano il sequestro preventivo e le esigenze cautelari connesse alla confisca; utilizzate quale base normativa per il provvedimento impugnato.

  • art. 110 cod. pen.; art. 131-ter D.Lgs. n. 385/1993; art. 648-bis cod. pen.

    Norme sostanziali richiamate per definire i reati contestati agli indagati (reati concorrenti e delitti relativi al riciclaggio/attività finanziaria), nel cui ambito è stato disposto il sequestro dei beni.

  • art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen. e norme correlate (d.l. n.137/2020 e successive modifiche)

    Norme procedurali in materia di trattazione orale: qui la Corte rileva che le parti non hanno richiesto la trattazione orale e pertanto il procedimento è stato trattato con contraddittorio scritto.

Massime di principio

  • La mera disponibilità o l'uso promiscuo di un'unità immobiliare (es. stanza d'albergo condivisa) non è di per sé prova sufficiente della proprietà dei beni rinvenuti: occorre un collegamento probatorio diretto e univoco tra bene e presunta proprietaria.
  • Scontrini, fatture e certificati di garanzia assumono rilevanza decisiva se contengono elementi identificativi (codici, numeri di certificato, intestazioni) riconducibili in modo univoco al bene sequestrato: la corrispondenza fra codice su scontrino e certificato può costituire prova di proprietà.
  • La confisca per sproporzione (art. 240-bis c.p.) richiede un accertamento della sproporzione rispetto ai redditi e alla posizione patrimoniale degli indagati; la prova che beni sproporzionati appartengano a terzi richiede elementi documentali specifici.
  • In sede di cassazione avverso provvedimenti cautelari la sindacabilità è limitata a violazioni di legge e a vizi motivazionali gravi; la Corte non riesamina i fatti liberamente ma può annullare e rinviare se riscontra che un elemento probatorio rilevante non è stato adeguatamente valutato.
  • Se la decisione di merito ha omesso di considerare o ha travisato un elemento di prova decisivo, la Corte di legittimità può disporre l'annullamento parziale e il rinvio del fascicolo al giudice di merito per un nuovo esame specifico dell'elemento interessato.

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