Cassazione Penale, Sentenza n. 288/2022 del 10/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che li aveva ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati relativi a beni preziosi di provenienza illecita: ZANNI AURELIA ha censurato vizi della motivazione e la mancanza del dolo nella sua partecipazione (falsità nelle registrazioni della A.Z. s.r.l., punti "Compro oro"); PASQUALONE MATTEO ha contestato la conferma della condanna per ricettazione, la mancata acquisizione della testimonianza ritenuta decisiva di Perolio Carlo e profili relativi alla determinazione della pena e alle attenuanti; FACCHIN EDOARDO ha dedotto vizii della motivazione in ordine al riciclaggio e alla ricettazione, sostenendo che le prove non dimostravano la consapevolezza dell'illecita provenienza (gestione di numerosi negozi, acquisti abituali) e lamentando l'omessa disamina di elementi come la corretta tenuta dei registri da parte di altri soggetti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le censure di ZANNI fossero generiche e non specificamente confrontate con le argomentazioni della sentenza impugnata; ha giudicato non viziata la decisione sulla mancata escussione del teste Perolio in ordine a PASQUALONE, perché la deposizione non avrebbe verosimilmente mutato la valutazione della responsabilità; ha confermato la correttezza della motivazione del merito in ordine a FACCHIN, che ha valorizzato omissioni di registrazione, distruzione dei registri, rinvenimento di attrezzature per la fusione e dichiarazioni di testimoni come indizi di mala fede o di accettazione del rischio (dolo eventuale). La declaratoria di inammissibilità ha comportato la condanna dei ricorrenti alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma richiamata per il reato di ricettazione; la Corte conferma che l'elemento soggettivo può ricavarsi anche dall'omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa ricevuta, idonea a rivelare la volontà di occultamento e il dolo eventuale.
art. 648, secondo comma, c.p. (cpv.)
Riferimento all'attenuante prevista per il reato di ricettazione; la Corte rileva che il giudice può considerare il criterio o i criteri dell'art.133 c.p. ritenuti prevalenti per valutare l'applicabilità dell'attenuante.
Norma richiamata nella contestazione a carico di ZANNI per false indicazioni nei registri degli acquisti; la Corte ha ritenuto provata l'infedeltà delle registrazioni.
Elenco dei criteri per la determinazione della pena: la Corte afferma che, ai fini dell'attenuante di cui all'art.648 cpv., il giudice può privilegiare il criterio ritenuto prevalente fra quelli indicati dall'art.133 c.p.
Richiamati in relazione al difetto di specificità dei motivi di cassazione: l'impugnazione deve indicare puntualmente ragioni di diritto e fatti che fondano il dissenso, pena l'inammissibilità.
Limiti del sindacato di legittimità: la Corte sottolinea che l'esame in cassazione non può sostituirsi alla valutazione del merito operata dai giudici di merito né compiere una rivisitazione dei fatti basata su una diversa lettura delle prove.
Norma richiamata per le conseguenze della declaratoria di inammissibilità: condanna alle spese processuali e sanzione pecuniaria (versamento alla Cassa delle ammende).
Aggravante richiamata ed esclusa in sede di merito (come riferito nella motivazione), senza impatto sulla decisione di legittimità.
Massime di principio
- Per proporre un ricorso per cassazione è necessario articolare censure specifiche e confrontarle puntualmente con le argomentazioni della decisione impugnata; censure generiche determinano l'inammissibilità.
- La mancata ammissione di una prova in appello può essere legittima se il giudice di merito motiva che quella prova, anche se acquisita, non sarebbe stata idonea a modificare l'esito: in cassazione occorre dimostrare lacune o illogicità manifeste nella motivazione per ottenere rilievo.
- Nel reato di ricettazione l'elemento soggettivo può desumersi anche da comportamenti quali l'omessa o falsa registrazione della provenienza, la distruzione di documenti o elementi concreti (es. attrezzature per fusione) che indicano la volontà di occultare la provenienza illecita: tali elementi legittimano il ricorso alla figura del dolo eventuale.
- La presenza di un'attività commerciale estesa o la complessità organizzativa non escludono automaticamente la responsabilità qualora siano presenti indizi concreti di mala fede (distruzione dei registri, dichiarazioni inverosimili del possessore della merce, strumenti per la fusione, ecc.).
- Nella determinazione della pena il giudice di merito può scegliere quale fra i criteri dell'art.133 c.p. ritenere prevalente per valutare l'applicabilità di attenuanti; è sufficiente una motivazione sintetica purché logica e non contraddittoria.
- Ricorrere in cassazione senza motivi fondati può comportare non solo l'inammissibilità ma anche sanzioni economiche (spese processuali e contributo alla Cassa delle ammende).
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