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Cassazione Penale, Ordinanza n. 15460/2026 del 28/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

Il provvedimento impugnato ha revocato, con decorrenza 4 febbraio 2025, l'affidamento in prova al servizio sociale di un condannato, disponendo la prosecuzione dell'espiazione della pena in regime ordinario. La revoca è stata fondata sul fatto che, durante l'esecuzione della misura iniziata il 14 dicembre 2022, il soggetto avrebbe partecipato fattivamente ad attività di narcotraffico, risultando poi destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere. Con il ricorso si è contestata la valutazione di incompatibilità del comportamento con la prosecuzione della prova, proponendo una lettura riduttiva dei fatti e censurando, in sostanza, la decisione del Tribunale di sorveglianza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia correttamente applicato l'art. 47, undicesimo comma, ord. pen., valorizzando la gravità dei comportamenti emersi nel procedimento penale e la loro incompatibilità con la prosecuzione dell'affidamento in prova. La decisione impugnata è stata considerata logicamente e adeguatamente motivata, non essendo la censura del ricorrente idonea a scalfirne la tenuta argomentativa. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 47, comma 11, l. 26 luglio 1975, n. 354

    la revoca dell'affidamento in prova non discende dalla mera violazione della legge penale o delle prescrizioni, ma richiede che il giudice accerti in concreto una sopravvenienza incompatibile con la prosecuzione della prova, con valutazione discrezionale sorretta da motivazione logica e adeguata

  • art. 343 l. 26 luglio 1975, n. 354

    richiamato attraverso la sentenza della Corte costituzionale n. 343 del 1987 per affermare che, in caso di revoca della misura, il tribunale deve determinare la pena residua da espiare con valutazione discrezionale, tenendo conto della durata delle limitazioni patite e del comportamento tenuto durante l'intero esperimento

  • sentenza Corte costituzionale n. 343 del 1987

    ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della disciplina che non stabiliva gli effetti conseguenti alla revoca dell'affidamento in prova per comportamento incompatibile con la prosecuzione della prova, affermando il potere-dovere del tribunale di determinare la pena residua

  • art. 616 c.p.p.

    richiamato implicitamente nel dispositivo per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • La revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale non è conseguenza automatica di qualsiasi violazione, ma presuppone un giudizio concreto di incompatibilità tra la condotta tenuta e la prosecuzione del percorso trattamentale.
  • Nel valutare la revoca della misura alternativa, il tribunale di sorveglianza deve apprezzare la gravità dei singoli episodi e, al tempo stesso, compiere una valutazione globale dell'intero periodo di prova in funzione del recupero sociale del condannato.
  • La motivazione sulla revoca deve dar conto in modo logico e adeguato del perché la condotta contestata incida sulla fiducia nel soggetto e renda incompatibile la prosecuzione dell'affidamento.
  • In caso di revoca dell'affidamento in prova, il giudice deve determinare la pena residua ancora da espiare senza automatismi, considerando la durata della misura già eseguita, le limitazioni patite e il comportamento complessivo del condannato.
  • Quando il ricorso si risolve in una mera confutazione fattuale della valutazione di merito compiuta dal giudice di sorveglianza, a fronte di una motivazione completa e coerente, la censura non è idonea a superare il vaglio di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternative
RamiEsecuzione penale

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