Cassazione Civile, Ordinanza n. 17199/2024 del 21/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto fondato l’unico motivo di ricorso, ha cassato il decreto del Tribunale di Tivoli che aveva rigettato l’opposizione allo stato passivo e ha rinviato la causa al medesimo tribunale in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Esito
Favorevole al ricorrente (lavoratore)
La controversia
La controversia nasce dall’opposizione allo stato passivo di una procedura concorsuale relativa a un credito, insinuato tardivamente, per trattamento di fine rapporto. Il tribunale aveva escluso l’ammissione del credito perché riteneva che il lavoratore fosse debitore verso una società finanziaria per un importo superiore, sicché il T.f.r. non poteva essere ammesso. Nel ricorso per cassazione il lavoratore ha denunciato l’omesso esame di un fatto/documento decisivo: una comunicazione della società finanziaria, già prodotta in opposizione, attestante l’anticipata estinzione del finanziamento con decorrenza anteriore e quindi idonea a dimostrare che il debito verso la finanziaria non era più attuale. La Corte rileva che il tribunale aveva omesso di considerare tale documento, pur essendo decisivo per valutare la fondatezza dell’esclusione del credito.
Norme richiamate
È richiamato come base del privilegio invocato per il credito da T.f.r., ma la decisione di legittimità non si sofferma sulla sua interpretazione sostanziale.
È richiamato per il rito camerale e per la riserva della motivazione.
art. 380bis1, secondo comma, ult. parte c.p.c.
È richiamato per la riserva della motivazione da parte del collegio.
Massime di principio
- Il vizio di omesso esame di un documento è deducibile in cassazione solo se il documento trascurato è decisivo, cioè idoneo a dimostrare fatti tali da rovesciare con certezza l’esito della decisione di merito e a privare di fondamento la ratio decidendi.
- La censura per omesso esame di un documento deve indicare specificamente perché quel documento, se considerato, avrebbe senza dubbio condotto a una decisione diversa; in mancanza, il motivo è inammissibile.
- Quando il giudice di merito fonda l’esclusione di un credito su un presupposto fattuale successivamente smentito da un documento decisivo già ritualmente prodotto, la sentenza/decreto è cassabile per omissione di esame del fatto decisivo.
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