Cassazione Penale, Sentenza n. 43878/2022 del 18/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza relativo alla valutazione della persistenza della pericolosità sociale avanzata da Bruno Palamara, assoggettato con decreto del 3 marzo 2021 alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La Corte di appello, con provvedimento del 9 dicembre 2021, aveva declinato la propria competenza; il Tribunale, indicato come giudice competente, ha invece elevato conflitto negativo ritenendo che, essendo pendente l'impugnazione del decreto impositivo davanti alla Corte di appello, per ragioni di economia e coerenza processuale la rivalutazione dovesse essere trattata dallo stesso giudice d'appello.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha risolto affermando la competenza della Corte di appello di Reggio Calabria a trattare l'istanza di rivalutazione della pericolosità sociale. Ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui, se il provvedimento impositivo è impugnato e non definitivo, la competenza spetta al giudice investito del gravame; la competenza si determina al momento della domanda e quindi gli atti devono essere trasmessi alla Corte di appello per il prosieguo.
Norme richiamate
art. 14, comma 2-ter, d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159
Disciplina la rivalutazione della pericolosità sociale; la Corte interpreta che, in presenza di impugnazione del decreto impositivo, la valutazione della persistenza della pericolosità spetta al giudice adito in grado d'appello.
art. 28, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
Norma che regola il conflitto di attribuzione tra giudici e la rimessione alla Corte di cassazione per la risoluzione.
Disciplina la procedura con cui la Corte di cassazione decide sui conflitti di competenza tra giudici.
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 conv. legge n. 176/2020
Consente lo svolgimento del giudizio di cassazione a trattazione scritta; richiamata in relazione al rito del procedimento in Cassazione.
Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 45115/2017 Ciarelli; Sez. 1, n. 18742/2010; Sez. 1, n. 25474/2021)
Precedenti che affermano che la competenza a decidere su revoca/modifica/aggravamento o rivalutazione della pericolosità spetta al giudice del gravame quando il provvedimento impositivo è impugnato; il Tribunale conserva competenza solo se il decreto è definitivo.
Massime di principio
- Se il decreto impositivo di una misura di prevenzione è impugnato e non definitivo, la competenza per valutare richieste di revoca, modifica, aggravamento o rivalutazione della pericolosità sociale spetta al giudice adito in grado d'appello.
- La competenza si determina al momento della presentazione della domanda: eventi sopravvenuti (ad es. la successiva definizione del giudizio di secondo grado) non alterano la regola di competenza originaria.
- Per ragioni di economia e coerenza processuale le questioni connesse (impugnazione del provvedimento impositivo e verifica della persistenza della pericolosità) devono essere concentrate davanti allo stesso giudice, preferibilmente il giudice d'appello se è pendente il gravame.
- La competenza del Tribunale a riconsiderare una misura di prevenzione ha natura esecutiva e sussiste tipicamente solo quando il provvedimento impositivo è divenuto definitivo.
- Quando due giudici rifiutano di prendere cognizione di una domanda e si determina stasi del procedimento, il conflitto è ammissibile e la Corte di cassazione è chiamata a risolverlo.
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