Sentenza n. 5513/2026 - Roma, Sezione 4B
per l'annullamento - del provvedimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, prot. 33181 del 25.07.2024 nonché della richiesta di integrazione ex art. 10 bis l. 241/90 del 03.06.2024; - a mezzo del quale l’Amministrazione resistente ha comunicato la conclusione del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento della formazione professionale conseguita da parte ricorrente in Spagna rigettando l’istanza presentata da parte istante in riferimento al percorso specializzazione sul SOSTEGNO; nonché di ogni altro atto presupposto conseguente o comunque connesso;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego ministeriale di riconoscimento del titolo di formazione professionale conseguito in Spagna per la specializzazione sul sostegno, preceduto da richiesta di integrazione ai sensi dell'art. 10-bis l. 241/1990
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale del 25 luglio 2024 e la precedente richiesta di integrazione del 3 giugno 2024, con cui il Ministero aveva concluso negativamente il procedimento relativo al riconoscimento in Italia della formazione professionale conseguita in Spagna per la specializzazione sul sostegno. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha conseguito in Italia il titolo di specializzazione sul sostegno per il primo e il secondo grado presso un'università italiana e, con memoria dell'11 marzo 2026, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il conseguimento nelle more del giudizio del titolo italiano di specializzazione sul sostegno ha fatto venir meno l'interesse concreto e attuale della ricorrente all'annullamento del diniego di riconoscimento del titolo estero. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti, in considerazione della pluralità di orientamenti giurisprudenziali in materia.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
sopravvenuto difetto di interesse
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando, per fatti sopravvenuti, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione.
Richiamato quale base normativa della richiesta ministeriale di integrazione procedimentale, senza che il giudice ne esamini la legittimità.
Massime di principio
- Il conseguimento, nelle more del giudizio, di un titolo italiano equivalente o sostitutivo rispetto a quello estero di cui era stato negato il riconoscimento può determinare il venir meno dell'interesse concreto e attuale all'annullamento del diniego e comportare l'improcedibilità del ricorso.
- La dichiarazione della parte circa la sopravvenuta carenza di interesse, accompagnata da un fatto sopravvenuto idoneo a rimuovere l'utilità pratica della decisione, giustifica la declaratoria di improcedibilità ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando la controversia è stata caratterizzata da una pluralità di orientamenti giurisprudenziali sulla questione controversa.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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