Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8235/2025 del 27/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di autorizzazione ad allontanarsi dal domicilio per il tempo strettamente necessario a svolgere attività lavorativa come addetto alla cucina presso il Ristorante "Rosso Corallo" di Acicastello (ore 11-15, lun-ven). Il Magistrato di sorveglianza la negava ritenendo la preclusione derivante dal regime di detenzione domiciliare provvisoria applicato al ricorrente. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per mancata applicazione e valutazione del combinato disposto degli artt. 47 Ord. pen. e 284, comma 3, cod. proc. pen., che consentono, ove ricorrano i presupposti (esigenze di sostentamento/indigenza), l'autorizzazione ad allontanarsi per lavoro anche in regime di detenzione domiciliare.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, rilevando che il Magistrato di sorveglianza non ha svolto alcuna istruttoria né valutato i presupposti di cui agli artt. 47 Ord. pen. e 284, comma 3, cod. proc. pen., e ha erratamente ritenuto la natura provvisoria della detenzione come motivo assoluto di rifiuto. La sentenza ha annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio al Magistrato di sorveglianza di Catania, con indicazione di esaminare le esigenze economiche del ricorrente, gli elementi di prova prodotti e, se necessario, svolgere accertamenti d'ufficio, motivando puntualmente e limitando temporalmente l'eventuale autorizzazione.

Norme richiamate

  • art. 47 Ord. pen.

    Applicato congiuntamente all'art. 284 cod. proc. pen. per valutare la possibilità di autorizzare allontanamenti finalizzati all'attività lavorativa anche per soggetti in detenzione domiciliare; non consente distinzione ai fini autorizzativi tra detenzione domiciliare definitiva o provvisoria.

  • art. 284, comma 3, cod. proc. pen.

    «Se l'imputato non può altrimenti provvedere alle sue indispensabili esigenze di vita ovvero versa in situazione di assoluta indigenza, il giudice può autorizzarlo ad assentarsi nel corso della giornata dal luogo di arresto per il tempo strettamente necessario per provvedere alle suddette esigenze ovvero per esercitare una attività lavorativa».

    Stabilisce il presupposto economico (impossibilità di provvedere alle esigenze essenziali o assoluta indigenza) per concedere l'allontanamento diurno per lavoro; richiede valutazione delle condizioni economiche, delle prove fornite e la fissazione di limiti temporali al permesso.

  • Sez. 1, n. 45581 del 23/11/2007 (Priebke), Rv. 238920 - 01

    Principio di diritto secondo cui l'autorizzazione allo svolgimento di attività lavorativa per il detenuto in regime domiciliare richiede motivazione sulle condizioni economiche del condannato, sugli elementi di prova e sugli accertamenti eventualmente svolti, e deve prevedere limiti temporali per evitare un'indebita estensione della libertà di movimento.

Massime di principio

  • La sottoposizione a detenzione domiciliare provvisoria non costituisce di per sé un motivo assoluto per negare l'autorizzazione ad allontanarsi per lavoro; la valutazione va fatta applicando gli artt. 47 Ord. pen. e 284, comma 3, cod. proc. pen.
  • Il giudice deve motivare specificamente la decisione valutando le condizioni economiche del richiedente, le prove fornite e gli accertamenti svolti o da svolgere; il mero richiamo a un precedente provvedimento che riguarda attività o orari diversi non è sufficiente.
  • L'autorizzazione, se concessa, deve essere delimitata temporalmente e funzionalmente (orari/attività) per evitare una generalizzata estensione della libertà di movimento.
  • Il richiedente deve dimostrare che l'attività lavorativa è indispensabile per il suo sostentamento o che versa in situazione di indigenza; in assenza di valutazione il provvedimento può essere annullato e rinviato per nuovo esame.
  • Il Magistrato di sorveglianza ha l'obbligo di effettuare o disporre gli accertamenti necessari (anche d'ufficio) quando le circostanze lo richiedono, prima di rigettare l'istanza per mancanza dei presupposti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.