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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15667/2024 del 16/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato la custodia cautelare in carcere applicata per il reato di cui all'art. 416-bis c.p.; il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione poichè il Tribunale avrebbe operato una lettura parcellizzata degli indizi ritenuti esistenti, senza confrontarsi con la dettagliata descrizione fattuale contenuta nell'ordinanza genetica e con le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Massimo Colosimo (che indicavano Moscogiuri quale referente degli affari della cosca in Emilia Romagna), nonché con elementi quali la gestione occulta del ristorante San Martino, incontri con esponenti della cosca, e l'interesse per beni sequestrati e per il villaggio Casarossa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, in sede di legittimità, sia consentito verificare soltanto se il giudice di merito abbia adeguatamente motivato i punti rilevanti; le critiche del Procuratore si risolvevano in una diversa valutazione dei fatti già esaminati dal Tribunale (censura di merito) e non in una violazione di norme o in una manifesta illogicità della motivazione. Pertanto il ricorso, che mirava ad ottenere una diversa lettura degli indizi e delle intercettazioni, è stato escluso come non ammissibile. In sede cautelare è stata altresì considerata e respinta, implicitamente, la prospettazione difensiva relativa alla presunta estinzione della misura per decorrenza del termine di deposito ex art. 309, comma 10, c.p.p., senza che ciò incidesse sull'esito dell'inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma sostanziale che disciplina l'associazione di tipo mafioso; nel caso era il capo di imputazione per la quale era stata disposta la custodia cautelare.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al requisito della gravità indiziaria: la Corte precisa che l'insussistenza dei gravi indizi è sindacabile in Cassazione solo se si configura come violazione di norme o come mancanza/manifesta illogicità della motivazione.

  • art. 309, comma 10, cod. proc. pen.

    Norma procedurale che impone il deposito dell'ordinanza di riesame entro 30 giorni; la difesa ha evocato la sopravvenuta estinzione della misura per mancato deposito, argomento menzionato ma non decisivo per la Corte della censura di inammissibilità.

  • Giurisprudenza (Sez. 3, n. 44938 del 05/10/2021, Gregoli)

    Principio richiamato secondo cui l'interpretazione e la valutazione delle intercettazioni costituiscono questione di fatto rimessa al giudice di merito e sindacabile in Cassazione solo nei limiti della manifesta illogicità o irragionevolezza della motivazione.

Massime di principio

  • In Cassazione contro provvedimenti cautelari si può sindacare principalmente la correttezza e l'adeguatezza della motivazione, non il merito delle valutazioni probatorie; le critiche che chiedono una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili.
  • Per ottenere accoglimento di un ricorso per insufficienza dei gravi indizi è necessario dimostrare la violazione di norme processuali o che la motivazione del giudice di merito è mancante o manifestamente illogica; non basta contestare la valutazione degli elementi probatori.
  • La valutazione delle intercettazioni e delle dichiarazioni dei collaboratori è questione di fatto affidata al giudice di merito; la Cassazione interviene solo se emerge una valutazione manifestamente illogica o arbitraria.
  • Le doglianze procedurali (es. deposito oltre i termini ex art. 309 c.p.p.) possono rilevare, ma devono essere formulate con chiara esposizione del vizio e del nesso con l'estinzione o invalidità della misura; una mera evocazione del termine non è sufficiente a invertire l'esito di ricorsi che si basano su rivalutazioni probatorie.
  • Chi impugna un provvedimento cautelare in sede di legittimità dovrebbe focalizzarsi su specifiche violazioni di legge o su profili di manifesta illogicità della motivazione anziché proporre una rinnovata valutazione degli indizi.

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