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Cassazione Penale, Ordinanza n. 40683/2025 del 17/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello, decidendo con sentenza resa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. e accogliendo un concordato tra le parti, aveva confermato la responsabilità dell'imputato per estorsione continuata aggravata dal metodo mafioso, esclusa la recidiva e con pena concordata. Il difensore ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge: sosteneva che i giudici di appello non avessero valutato la possibilità di riconoscere l'attenuante prevista dall'art. 416-bis.1, comma 3, c.p., e che, se riconosciuta, la pena concordata sarebbe risultata eccessiva. La Corte di cassazione ha però rilevato che, nel concordato in appello, la difesa aveva rinunciato a tutti i motivi di appello salvo quelli relativi all'esclusione della recidiva e all'entità degli aumenti per la continuazione; pertanto la doglianza sull'attenuante della collaborazione riguardava un motivo rinunciato e non più scrutinabile in cassazione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, ultima parte, c.p.p., perché proposto per motivi non consentiti: la sentenza di appello era stata resa all'esito di concordato ex art. 599-bis c.p.p. e il ricorso riproponeva una censura relativa a un motivo al quale la difesa aveva rinunciato nell'accordo. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    disciplina la sentenza di appello resa all'esito di concordato tra le parti; l'accordo limita il sindacato di legittimità ai soli motivi non rinunciati.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    consente la declaratoria de plano di inammissibilità quando il ricorso sia proposto per motivi non consentiti.

  • art. 416-bis.1, comma 3, c.p.

    attenuante che la difesa assumeva dovesse essere considerata ai fini della congruità della pena, ma la relativa doglianza era stata rinunciata nel concordato.

  • art. 616 c.p.p.

    alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna alle spese processuali e, in assenza di assenza di colpa nella causa di inammissibilità, al versamento alla Cassa delle ammende.

  • Corte cost. sent. n. 186/2000

    richiamata per escludere l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, con conseguente applicazione della sanzione pecuniaria.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione contro una sentenza di appello resa ex art. 599-bis c.p.p., non sono deducibili censure che ripropongano motivi espressamente rinunciati nel concordato tra le parti.
  • L'accordo di appello delimita il perimetro della cognizione del giudice di legittimità ai soli punti non oggetto di rinuncia; le doglianze estranee a tale perimetro integrano un motivo non consentito.
  • Se il ricorso per cassazione è inammissibile perché fondato su motivi preclusi dall'accordo di concordato, la Corte può dichiararne l'inammissibilità de plano.
  • Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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