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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40866/2022 del 28/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Illimity impugna il sequestro preventivo disposto sul credito d'imposta relativo al Superbonus (oltre 8 milioni di euro), sostenendo che il credito sorgerebbe "a titolo originario" in capo al cessionario al momento dell'esercizio dell'opzione da parte del beneficiario; pertanto il cessionario sarebbe impermeabile a vizi precedenti del diritto alla detrazione. Inoltre Illimity deduce la propria buona fede e diligenza nelle verifiche (affidamento a società esterna Praesidium s.r.l.), e contesta la qualificazione del credito come prodotto o profitto del reato, paventando duplicazioni e l'ingiustificata lesione dei suoi interessi.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto ammissibile il sequestro preventivo ai sensi dell'art. 321, comma 1, c.p.p., anche con riguardo a crediti d'imposta acquistati da terzi, poiché il credito ceduto è derivativo dall'originario diritto alla detrazione e pertanto può costituire "cosa pertinente" al reato. La Corte ha escluso che la normativa sul Superbonus (art. 121 d.l. n. 34/2020 e successive integrazioni) configuri un acquisto "a titolo originario" del credito da parte del cessionario o una deroga alle regole generali sul sequestro impeditivo; ha altresì precisato che la buona fede del cessionario non impedisce l'applicazione del sequestro impeditivo, il quale si fonda sul collegamento tra la res e il reato (e sul pericolo che la libera disponibilità della res possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato). Sono state ritenute non persuasive le circolari e le fonti amministrative invocate nella lettura favorevole al cessionario, così come irrilevante, ai fini di escludere il sequestro, la disciplina di recupero tributario e le previsioni sulla responsabilità in concorso; infine, normative successive che regolano termini di utilizzo dopo dissequestro non impediscono l'adozione del sequestro stesso.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Autorizza il sequestro preventivo impeditivo quando la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato sia idonea ad aggravare o protrarre le conseguenze del reato; può colpire anche cose di proprietà di terzi estranei all'illecito

  • art. 121, d.l. 19 maggio 2020, n. 34 (Superbonus)

    I crediti d'imposta di cui al presente articolo sono utilizzati in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite. Il credito d'imposta è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione

    La Corte interpreta il credito come derivativo dall'originario diritto alla detrazione (non come nuovo diritto "ex novo" in capo al cessionario), con identità di contenuto patrimoniale e con mantenimento delle modalità di esercizio

  • art. 121, commi 4, 5 e 6, d.l. n. 34/2020

    "I fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l'eventuale utilizzo del credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d'imposta ricevuto"; "qualora sia accertata la mancata sussistenza... l'Agenzia delle entrate provvede al recupero... nei confronti dei soggetti di cui al comma 1"; "il recupero... è effettuato nei confronti del soggetto beneficiario... ferma restando, in presenza di concorso nella violazione... la responsabilità in solido del fornitore... e dei cessionari"

    Queste disposizioni disciplinano ambiti di controllo, recupero e responsabilità in sede tributaria e civile, ma non derogano alle regole generali del diritto penale sul sequestro impeditivo; sottolineano il nesso derivativo del credito dal diritto alla detrazione

  • art. 28-ter, d.l. 27 gennaio 2022, n. 4 (conv. L. 28 marzo 2022, n. 25)

    "l'utilizzo dei crediti d'imposta... nel caso in cui tali crediti siano oggetto di sequestro disposto dall'Autorità giudiziaria può avvenire, una volta cessati gli effetti del provvedimento di sequestro, entro i termini... aumentati di un periodo pari alla durata del sequestro medesimo"

    La norma autorizza l'utilizzo dei crediti dopo la cessazione degli effetti del sequestro entro termini maggiorati, ma non impedisce in via preventiva l'adozione del sequestro stesso e non equivale a un'immunità del credito rispetto a misure cautelari penali

  • art. 17, d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241

    Richiamato per la disciplina della compensazione dei crediti d'imposta; conferma la continuità delle modalità di utilizzo del credito derivato dalla detrazione

  • art. 8 e art. 10-quater, d.lgs. n. 74 del 2000

    Norme sui delitti tributari; il Tribunale aveva qualificato i crediti come prodotto/profitto del reato fiscale, questione tuttavia ritenuta non decisiva per il sequestro impeditivo richiesto

  • art. 325, cod. proc. pen.

    Limita l'ambito di sindacato della Cassazione sulle decisioni del riesame, escludendo il controllo su vizi motivazionali che esulino dall'ambito cognitivo consentito

  • Circolare Agenzia delle Entrate n. 24/E dell'8 agosto 2020

    "I fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l'eventuale utilizzo del credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d'imposta ricevuto. Pertanto... il cessionario che ha acquistato il credito in buona fede non perde il diritto ad utilizzare il credito d'imposta"

    Atto interpretativo amministrativo che sostiene una tutela del cessionario in buona fede; la Corte ne riconosce il carattere non vincolante rispetto al diritto penale e osserva che successiva circolare e atti amministrativi hanno assunto letture differenti

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo impeditivo (art. 321, comma 1, c.p.p.) può colpire anche cose di proprietà di terzi non coinvolti direttamente nel reato se la libera disponibilità della cosa è idonea ad aggravare o protrarre le conseguenze del reato.
  • La cessione del credito d'imposta derivante da detrazione (es. Superbonus) non trasforma il credito in un diritto "originario" impermeabile a vicende illecite pregresse: il credito è interpretato come derivativo dall'originario diritto alla detrazione e, pertanto, può mantenere un nesso di pertinenza con reati commessi in origine.
  • La buona fede e l'istruttoria diligente del cessionario non impediscono automaticamente il sequestro impeditivo: il giudizio di pertinenza attiene al rischio che la libera disponibilità della cosa favorisca l'aggravamento o la prosecuzione del reato, non alla colpevolezza del proprietario/cessionario.
  • Le disposizioni tributarie che regolano controlli, recuperi e responsabilità (art.121 d.l. 34/2020 e successive) non derogano di per sé ai principi generali del processo penale in materia di misure cautelari; per ottenere una diversa conclusione serve una norma espressa che escluda l'applicazione delle regole penali sul sequestro.
  • Gli atti amministrativi (circolari, pareri) possono influenzare l'interpretazione ma non vincolano il giudice penale quando si tratti di applicare principi di diritto penale: in caso di contrasto la regola sostanziale/processuale prevale.
  • Prassi consigliata per i cessionari in situazioni analoghe: documentare e conservare tutte le verifiche preventive, adottare procedure di due diligence e contrattuali che prevedano garanzie e indennizzi verso il cedente; contestualmente valutare azioni processuali mirate a dimostrare l'assenza di periculum in mora o la carenza di un nesso di pertinenza effettivo tra credito e reato.

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