Cassazione Penale, Sentenza n. 28139/2024 del 12/07/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Bari che lo aveva condannato a sei mesi di reclusione per il delitto previsto dall'art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159/2011, deducendo la nullità del giudizio d'appello per non essere stato tradotto all'udienza del 1 febbraio 2022 nonostante avesse tempestivamente richiesto di parteciparvi (richiesta trasmessa dalla casa circondariale il 18 gennaio 2022). In primo ricorso per cassazione si lamentava la violazione degli artt. 177, 178 e 179 c.p.p. perché la richiesta non era stata considerata. La Settima Sezione aveva dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che la richiesta non fosse agli atti e che, comunque, fosse tardiva (erroneamente indicata come del 18 febbraio 2022). Con ricorso straordinario il difensore ha prodotto memoria e documento comprovante la richiesta del 18 gennaio 2022, sostenendo che la Corte aveva omesso di tenerne conto.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il ricorso straordinario per errore per omissione della Settima Sezione che non aveva considerato la memoria con l'allegato comprovante la richiesta di traduzione dell'imputato. Dalla documentazione è emerso che la richiesta era tempestiva (18 gennaio 2022) e quindi la mancata partecipazione dell'imputato all'udienza d'appello configurava nullità non imputabile a lui. Perciò la Corte ha revocato l'ordinanza impugnata e ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'appello di Bari dell'1.2.2022, disponendo l'annullamento senza rinvio perché nel frattempo il reato si è estinto per prescrizione.
Norme richiamate
art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159/2011
Norma sostanziale che disciplina il reato per cui il ricorrente era stato condannato; la sentenza impugnata riguardava la condanna per tale fattispecie
artt. 177, 178 e 179 cod. proc. pen.
Norme processuali richiamate in relazione alla presenza dell'imputato in udienza e alle modalità di traduzione; la violazione è stata invocata perché l'imputato, detenuto per altra causa, non fu tradotto pur avendo tempestivamente chiesto di partecipare all'udienza d'appello
Massime di principio
- Se un imputato detenuto richiede tempestivamente di essere tradotto per partecipare a un'udienza d'appello, il mancato accertamento della sua volontà di rinunciare e la mancata traduzione possono configurare nullità del giudizio d'appello non imputabile all'imputato.
- Le corti di legittimità devono esaminare i documenti e le memorie depositate in cancelleria: l'omissione di considerare prove documentali rilevanti può costituire errore decisivo e fondare la revoca di provvedimenti precedenti.
- La responsabilità della trasmissione di richieste dalla casa circondariale non può essere fatta gravare sull'imputato se questi ha tempestivamente formulato la richiesta; la difesa deve comunque curare l'acquisizione e la produzione documentale a supporto.
- Quando, in conseguenza di una nullità, la sentenza impugnata va annullata ma nel frattempo il reato si è estinto per prescrizione, la Corte può annullare senza rinvio la sentenza per estinzione del reato.
- Per evitare decadenze probatorie, è opportuno che la difesa alleghi sempre al ricorso (e conservi copie certificate) le richieste di traduzione e ogni documentazione carceraria comprovante le istanze dell'imputato.
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