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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19752/2022 del 20/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (erede)

La controversia

La controversia nasce da una causa originaria promossa da due attrici per ottenere l'annullamento della vendita di un immobile. Una delle attrici, in seguito deceduta, aveva disposto per testamento che il nipote, nominato esecutore testamentario, provvedesse al pagamento di tutte le spese legali necessarie per il proseguimento della causa, prevedendo altresì che le spese legali fossero a carico dell'eredità. Il nipote aveva riassunto il processo e, sostenendo di avere anticipato con denaro proprio le spese legali, aveva chiesto agli altri coeredi il rimborso pro quota mediante decreto ingiuntivo. Il decreto era stato revocato in opposizione e la Corte d'appello aveva confermato la revoca, ritenendo che le spese successive alla morte della testatrice non fossero spese ereditarie, ma conseguenza dell'iniziativa autonoma del riassumente, e comunque che la deduzione dell'avvenuto pagamento con denaro proprio fosse stata formulata in modo non specifico. In cassazione il ricorrente ha denunciato, con il secondo motivo, la violazione degli artt. 1362 ss., 647, 653 e 661 c.c., sostenendo che il testamento fosse stato interpretato erroneamente e in contrasto col dato letterale, che attribuiva all'esecutore testamentario il pagamento di tutte le spese legali e poneva tali spese a carico dell'eredità. Con il primo motivo ha denunciato la violazione dell'art. 342 c.p.c., contestando la dichiarazione di inammissibilità o genericità dell'appello e affermando di avere specificamente censurato in secondo grado l'accertamento del giudice di primo grado sulla prova del pagamento con denaro proprio, anche mediante produzione dell'estratto conto.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto entrambi i motivi di ricorso. Ha ritenuto non plausibile, e quindi viziata per falsa applicazione dell'art. 1362 c.c., l'interpretazione della Corte d'appello che distingueva tra spese maturate prima e dopo la morte della testatrice, poiché il testamento esprimeva in modo letterale che l'esecutore testamentario doveva provvedere al pagamento di tutte le spese legali necessarie al proseguimento della causa e che tali spese erano a carico dell'eredità. Ha inoltre ritenuto specifico l'atto di appello, censurando la valutazione di genericità operata dal giudice di merito. Di conseguenza ha cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte d'appello di Venezia in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 1362 c.c.

    "la lettera del testamento"; "interpretazione non plausibile"

    il testamento deve essere interpretato secondo il senso letterale delle espressioni utilizzate quando esse siano univoche e incompatibili con una lettura diversa; una ricostruzione che si discosti dal dato testuale può integrare falsa applicazione della norma ermeneutica

  • art. 647 c.c.

    richiamato dal ricorrente come norma sull'onere apposto all'istituzione di erede; la Corte non sviluppa un'autonoma interpretazione di questa disposizione

  • art. 653 c.c.

    richiamato dal ricorrente in relazione al legato di cosa genericamente determinata; non costituisce il fulcro della ratio decidendi

  • art. 661 c.c.

    richiamato dal ricorrente in tema di prelegato; non decisivo nella motivazione della Corte

  • art. 342 c.p.c.

    l'atto di appello è specifico quando contiene censure puntuali contro la decisione impugnata; non può essere dichiarato generico se individua chiaramente le ragioni di dissenso rispetto alla sentenza di primo grado

  • art. 183 c.p.c.

    richiamato solo per indicare il momento processuale in cui era stato prodotto l'estratto conto a supporto della prova del pagamento

  • Cass. 28319/2017

    richiamata a conforto del criterio interpretativo secondo cui un'interpretazione non plausibile del testamento contrasta con l'art. 1362 c.c.

  • Cass., sez. un., n. 27199/2017

    richiamata a conforto del principio di specificità dei motivi di appello

Massime di principio

  • Il testamento va interpretato valorizzando anzitutto il significato letterale delle disposizioni quando esse esprimano in modo chiaro la volontà del testatore; una lettura che introduca distinzioni non desumibili dal testo può integrare violazione dei criteri legali di interpretazione.
  • Quando il testatore pone espressamente a carico dell'eredità determinate spese legali e incarica l'esecutore testamentario del relativo pagamento, non è consentito escluderne la riferibilità ereditaria mediante una distinzione meramente fattuale tra spese maturate prima e dopo il decesso, se tale distinzione non trova riscontro nella scheda testamentaria.
  • L'atto di appello soddisfa il requisito di specificità se contiene censure puntuali e riconoscibili contro le argomentazioni della sentenza di primo grado; non può essere dichiarato generico in presenza di un effettivo confronto critico con il decisum impugnato.
  • Ai fini del sindacato di legittimità sulla motivazione di merito in materia di interpretazione del testamento, la Corte censura la soluzione interpretativa che risulti non plausibile alla luce del testo dell'atto e delle regole ermeneutiche applicabili.

Come è indicizzato

MaterieTestamentoImpugnazioni
RamiSuccessioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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