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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39742/2024 del 29/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il contenzioso riguarda la legittimità di un ordine di servizio (n.17/2021) che vietava al detenuto l'uso del lettore di compact disc tra le 24:00 e le 7:00 nei reparti soggetti al regime differenziato ex art. 41-bis. Il detenuto aveva ottenuto dal Magistrato di sorveglianza l'autorizzazione all'uso del lettore anche in orario notturno; l'Amministrazione penitenziaria ha impugnato tale autorizzazione sostenendo che la limitazione oraria è necessaria per ragioni di ordine e sicurezza (vigilanza notturna meno intensa, rischio di uso improprio dei CD o di trasformazione degli stessi in strumenti di offesa e di facilitazione di contatti illeciti). Il Tribunale di sorveglianza, dopo istruttoria, ha ritenuto il divieto irragionevole perché i rischi prospettati non erano specifici rispetto alle finalità del regime 41-bis e gli oggetti in questione erano già stati posti in sicurezza e controllati dall'Ufficio censura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi dell'Amministrazione (Casa circondariale, Dipartimento e Ministero). Ha ritenuto che la discrezionalità amministrativa in materia penitenziaria esiste ma è limitata dai canoni di ragionevolezza, adeguatezza e proporzionalità. Le restrizioni imposte a persone sottoposte al regime differenziato devono essere giustificate da esigenze concrete correlate agli scopi di tale regime (in particolare evitare mantenimento di contatti con la criminalità organizzata); i rischi generici di uso improprio dei CD non giustificano un divieto generalizzato notturno esteso a tutti i ristretti. Misure organizzative e controlli individualizzati risultano preferibili a un divieto generalizzato non ancorato a fatti specifici. Conseguenza pratica: i provvedimenti amministrativi impugnati sono stati rigettati e resta l'autorizzazione all'uso del lettore di CD anche in orario notturno per il reclamante, salvo valutazioni individuali fondate su elementi concreti.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ordinamento penitenziario

    La norma definisce il regime differenziato; le limitazioni applicate ai detenuti sottoposti a 41-bis devono essere giustificate in relazione alle finalità specifiche del regime (prevenire contatti con la criminalità organizzata) e non possono comportare misure meramente afflittive o generalizzate senza adeguata motivazione concreta.

  • art. 27 Costituzione

    Richiama la finalità rieducativa della pena e giustifica che le misure organizzative penitenziarie debbano rispettare i canoni costituzionali evitando un eccesso di afflittività.

  • art. 14-bis Ordinamento penitenziario

    Strumento previsto per la sorveglianza particolare e per adottare misure individuali volte a prevenire uso improprio di oggetti; indicato come alternativa adeguata a divieti generali.

  • Circolare D.A.P. 2 ottobre 2017, art. 6

    Prevede, a titolo esemplificativo, il ritiro di oggetti potenzialmente pericolosi in determinate fasce orarie per i detenuti in regime speciale; la Corte sottolinea che tale previsione riguarda oggetti pericolosi in sé e non può giustificare interdizioni genericamente applicate a utensili ordinari senza specifici presupposti.

  • art. 606 cod. proc. pen. (motivi di impugnazione)

    Norma procedurale richiamata per articolare i motivi di ricorso (contraddittorietà della motivazione, violazione di legge, travisamento dei fatti), usata dalle parti per contestare l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama i limiti di motivazione in sede di cassazione, con particolare riferimento al contenuto minimo necessario per la decisione, e guida l'articolazione della motivazione della sentenza.

Massime di principio

  • La discrezionalità dell'Amministrazione penitenziaria è reale ma subordinata ai principi di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza; i provvedimenti organizzativi che incidono sui diritti dei detenuti sono sindacabili dal giudice se appaiono manifestamente irragionevoli o sproporzionati.
  • Le limitazioni imposte ai detenuti sottoposti al regime 41-bis devono essere giustificate da esigenze strettamente collegate agli obiettivi del regime (evitare contatti con la criminalità organizzata); rischi generici comuni a tutta la popolazione carceraria non sono sufficienti a legittimare misure differenziate senza prova concreta.
  • Divieti generalizzati (es. interdizione notturna di dispositivi comuni) sono giustificabili solo quando vi sia prova di un rischio specifico e attuale o quando l'onere organizzativo per prevenirlo sia oggettivamente inesigibile; altrimenti vanno preferite misure individualizzate e controlli mirati.
  • Il Giudice di sorveglianza può valutare la ragionevolezza delle scelte amministrative e disapplicare ordini di servizio che risultino sproporzionati rispetto ai diritti residui del detenuto; tuttavia il sindacato non deve trasformarsi in un sindacato di merito sulle scelte amministrative legittime.
  • In sede pratica, l'Amministrazione che intenda limitare l'uso di oggetti deve documentare fatti concreti (precedenti manipolazioni, segnalazioni di contatti illeciti, oneri di sicurezza insostenibili) e considerare soluzioni alternative meno afflittive (controlli preventivi, verifica dei supporti, sorveglianza individuale).

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