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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22907/2025 del 18/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Si impugnava l'ordinanza del Tribunale che aveva confermato il sequestro preventivo di €120.295,00 disposto in funzione di confisca diretta del profitto dei reati tributari (art.2 d.lgs. 74/2000) commessi da Ricci quale legale rappresentante della Benincasa s.r.l. Il motivo unico di ricorso denunciava vizio di motivazione in relazione alla sussistenza del periculum in mora: la difesa sosteneva che il Tribunale non aveva spiegato perché fosse necessaria l'anticipazione dell'effetto ablatorio, che non bastava limitarsi a richiamare la fungibilità del denaro e che bisognava tener conto delle circostanze probatorie fornite (parte della somma indicata in contabilità come cassa societaria, iscrizione nella procedura di composizione negoziata della crisi, pregiudizio all'attività d'impresa e principio di proporzionalità). Inoltre la società veniva ritenuta estranea al giudizio di riesame e quindi, secondo la Corte, aveva carenza di legittimazione a impugnare.

La decisione

Entrambi i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. La Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso proposto in nome della società perché la Benincasa s.r.l. non era parte del giudizio di riesame e quindi non aveva titolo a impugnare una decisione pronunciata esclusivamente nei confronti dell'indagato Ricci. Il ricorso di Ricci è stato dichiarato inammissibile perché in cassazione, contro ordinanze in materia di misure cautelari reali, è rimessa la possibilità di ricorso solo per violazione di legge (omissione assoluta o motivazione meramente apparente) e la Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale fosse congrua: il periculum in mora è stato adeguatamente motivato sulla base delle modalità di occultamento e deposito del denaro (50 mazzette rinvenute nell'auto Porsche Cheyenne), non sulla sola fungibilità del contante. La Corte ha richiamato le Sezioni Unite (Ellade) in tema di onere motivazionale per il sequestro finalizzato alla confisca. Condanna alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e pagamento, in via equitativa, di €3.000,00 a ciascun ricorrente in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Attribuisce al Tribunale la funzione cautelare; in questo caso il Tribunale del riesame ha agito ai sensi di tale norma per valutare l'istanza di riesame sul sequestro

  • art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Determina il reato tributario i cui profitti sono stati oggetto di sequestro e confisca diretta: il sequestro mira a preservare il risultato confiscatorio relativo ai proventi del reato

  • art. 25‑quinquiesdecies d.lgs. n. 231/2001

    Disciplina la responsabilità amministrativa dell'ente per reati tributari; la società era indagata ai sensi del d.lgs. 231/2001 ma non era parte del procedimento di riesame sul sequestro disposto sull'indagato

  • artt. 322‑bis e 325 cod. proc. pen.

    Limitano il rimedio in cassazione avverso ordinanze in materia di misure cautelari reali: il ricorso in Cassazione è ammesso soltanto per violazione di legge (omissione assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente)

  • art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma sulle misure cautelari personali (funzione 'impeditiva'); la Corte distingue l'esigenza impeditiva dall'esigenza confiscatoria/anticipatoria propria del sequestro finalizzato alla confisca

  • Sezioni Unite, S.U. n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)

    Stabilisce che il decreto di sequestro finalizzato alla confisca deve motivatamente spiegare il periculum in mora in relazione alla finalità confiscatoria: il giudice deve indicare perché non sia possibile attendere la definizione del giudizio e come il bene rischierebbe di essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato nelle more

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese processuali in caso di inammissibilità dei ricorsi; qui la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata rispetto al criterio per ritenere che i ricorsi non siano stati presentati con colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità, giustificando comunque la sanzione equitativa alla Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • La parte che non è stata parte del procedimento di riesame non ha titolo ad impugnare l'ordinanza di riesame in Cassazione: verificare sempre la legittimazione a proporre impugnazioni
  • Il ricorso in Cassazione contro ordinanze su misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge: omissione totale di motivazione o motivazione meramente apparente; questioni di merito sulla valutazione dei fatti sono in genere inammissibili
  • Per i sequestri finalizzati alla confisca (anticipatoria) il giudice deve motivare il periculum in mora con riferimento alla specifica finalità confiscatoria: indicare perché non si possa attendere la sentenza e come il bene rischierebbe di essere vanificato durante il processo
  • La mera fungibilità del denaro non è sufficiente a motivare il sequestro: tuttavia modalità concrete di occultamento, custodia o deposito che rendono probabile la dispersione o l'alterazione della disponibilità patrimoniale possono giustificare il periculum
  • Nelle contestazioni che invocano il principio di proporzionalità e il pregiudizio per l'attività d'impresa, occorre produrre e documentare elementi specifici e contrastare puntualmente le circostanze fattuali addotte dal giudice (es. annotazioni contabili, iscrizioni nelle procedure concorsuali, attestazioni dei consulenti)
  • Richiamare la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Ellade) è essenziale quando il sequestro è finalizzato alla confisca: il contenuto motivazionale deve essere modulato a seconda della natura del bene e dello stato interlocutorio del procedimento

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