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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22890/2025 del 18/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la rescissione del giudicato con istanza del 28/02/2024, sostenendo di aver avuto conoscenza della sentenza irrevocabile del Tribunale di Ragusa del 03/12/2018 (resasi irrevocabile il 02/01/2019) solo recentemente e di non aver mantenuto contatti con il difensore di fiducia (avendo emigrato). La Corte d'appello ha ritenuto la richiesta intempestiva perché intervenuta oltre il termine perentorio di 30 giorni dalla conoscenza della sentenza, ritenuta avvenuta in capo al difensore di fiducia domiciliatario che era presente (mediante collega delegato) alla lettura del dispositivo. La Corte territoriale ha inoltre censurato l'inadeguatezza della prova prodotta dal ricorrente (documento scaricato dal sito Interpol, in copia illeggibile) e la mancanza dell'onere di allegazione delle circostanze che dimostrino la conoscenza tardiva della sentenza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che l'onere di diligenza grava sull'istante in rescissione e che bisogna allegare circostanze fattuali da cui risulti la conoscenza della sentenza in una certa data. Ha stabilito che, ex art. 629-bis c.p.p. come novellato dal d.lgs. n.150/2022, il termine di 30 giorni decorre dal momento della effettiva conoscenza della sentenza identificata nei suoi dati (autorità giudiziaria, numero e data). Nel caso di specie la conoscenza è stata correttamente ritenuta avvenuta tramite il difensore domiciliatario presente all'udienza; la richiesta del 28/02/2024 è quindi tardiva. Per conseguenza il ricorso è inammissibile e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Il condannato con sentenza passata in giudicato nei cui confronti si sia proceduto in assenza puo ottenere la rescissione del giudicato se prova di non aver potuto proporre impugnazione nei termini senza sua colpa, salvo risulti che abbia avuto effettiva conoscenza della pendenza del processo; la richiesta e presentata alla corte di appello entro trenta giorni dal momento dell'avvenuta conoscenza della sentenza.

    Il termine di 30 giorni decorre dall'effettiva conoscenza della sentenza identificata nei suoi dati; il ricorrente deve allegare e, se necessario, provare le circostanze da cui ricavare la data di tale conoscenza. La norma tutela l'ignoranza incolpevole della sentenza emessa in assenza ma non copre forme di elusione volontaria della conoscenza.

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    La rescissione è strettamente collegata alla verifica che l'assenza dell'imputato sia stata dichiarata in carenza dei presupposti previsti dall'art. 420-bis; il ricorrente deve provare che l'assenza sia illegittima rispetto a quelle disposizioni.

  • D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 37, comma 1

    Ha novellato l'art. 629-bis specificando che rileva la conoscenza della sentenza (e non del mero procedimento), con effetto a partire dall'entrata in vigore della modifica, incidendo sul dies a quo per il termine di 30 giorni.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze processuali dell'inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese e possibilita di comminare somme alla Cassa delle ammende se sussistono profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.

Massime di principio

  • L'onere di diligenza grava sull'istante in rescissione: bisogna allegare circostanze fattuali che dimostrino la data di effettiva conoscenza della sentenza irrevocabile.
  • Il termine di 30 giorni per proporre la rescissione decorre dall'avvenuta conoscenza della sentenza identificata nei suoi dati (autorità giudiziaria, numero e data), non dalla generica notizia di atti o mandati estradizionali.
  • La conoscenza della sentenza può essere fatta valere tramite il difensore domiciliatario: la presenza del difensore all'udienza e la qualità di domiciliatario possono fare presumere la conoscenza in capo all'imputato salvo prova contraria convincente.
  • La mera produzione di documenti generici o illeggibili (es. copie scaricate da internet non idonee a provare la conoscenza) è insufficiente a interrompere la decorrenza del termine; la prova deve essere chiara e documentata.
  • Se l'imputato pretende di non aver avuto contatti col difensore domiciliatario (per es. per emigrazione), deve allegare e provare tali fatti concreti per superare la presunzione di comunicazione tra domiciliatario e assistito.
  • La rescissione del giudicato è rimedio straordinario distinto dalla restituzione nel termine: ha ambito applicativo, oggetto della prova ed effetti diversi, e comporta la regressione del procedimento al grado/ fase in cui è intervenuta la nullità.

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