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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15155/2023 del 11/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto che confermava la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza (durata anni 4 con obbligo di soggiorno), denunciando erronea applicazione di legge e motivazione apparente. Ha sostenuto che l'attualità della pericolosità era fondata su fatti ormai risalenti (il giudizio penale correlato si chiude ad aprile 2013) e che non era stata effettuata una concreta rivalutazione dell'attualità del pericolo; ha inoltre contestato l'uso di formule di stile nella motivazione

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso (decisione del 23 novembre 2022). Ha ritenuto che la valutazione della pericolosità fosse solidamente ancorata all'esito del giudizio penale correlato (con condanna per associazione mafiosa confermata in primo e secondo grado) e che la Corte di Appello avesse esaminato l'attualità del pericolo in modo concreto, considerando condotte anche posteriori al 2013 (frequentazioni con soggetti coimputati o sottoposti a misure di prevenzione fino al 2017) e il periodo di carcerazione (arresto il 16/10/2017) senza elementi di distacco dall'ambiente mafioso. La Cassazione ha inoltre dichiarato inammissibile una doglianza relativa alle modalità di applicazione della misura perché non dedotta in appello. Per tutto ciò il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.159 del 2011, art.4 comma 1 lett. a)

    La normativa antimafia consente di valutare la pericolosità personale anche sulla base dell'esito del giudizio penale correlato; la Corte ha ritenuto valida la valutazione dell'attualità in positivo, fondata su condanne e su elementi di comportamento successivi alla condanna.

  • art.416-bis cod. pen.

    La condanna per il reato di associazione di tipo mafioso è stata utilizzata come elemento qualificante dell'inquadramento soggettivo e come base probatoria rilevante ai fini della misura di prevenzione.

  • misura di prevenzione: sorveglianza speciale di pubblica sicurezza

    La sorveglianza speciale può essere applicata quando sussiste pericolosità attuale; l'attualità può essere desunta sia dalla gravità e dal ruolo ricoperto nell'associazione sia da comportamenti e frequentazioni posteriori alla condanna.

  • regola processuale: condanna alle spese processuali ex lege

    In caso di rigetto del ricorso per cassazione segue, ex lege, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Massime di principio

  • La presenza di una condanna penale definitiva per associazione mafiosa costituisce un elemento molto rilevante e spesso decisivo per l'applicazione di misure di prevenzione, purché il giudice verifichi anche l'attualità della pericolosità.
  • L'attualità della pericolosità non si valuta solo sulla base della data delle condotte delittuose: contano anche frequentazioni, rapporti con soggetti tuttora inseriti in contesti criminosi, ruoli ricoperti nel sodalizio e comportamenti successivi alla condanna (anche durante o dopo il periodo detentivo).
  • Contestazioni generiche sulla motivazione (es. "formula di stile") sono difficili da accogliere: il ricorrente deve indicare specifici profili di illogicità, contraddittorietà o violazione di legge; inoltre, nuovi argomenti o vizi non sollevati nei gradi precedenti possono essere dichiarati inammissibili.
  • Per ottenere la revoca o la non applicazione di una misura di prevenzione è utile produrre elementi concreti e aggiornati che dimostrino il distacco dal contesto criminoso (es. collaborazioni, testimoni, comportamenti sociali e lavorativi stabili, assenza di contatti con persone pericolose).
  • La prova dell'assenza di attualità grava in pratica sul soggetto che contesta la misura: dichiarazioni generiche non prevalgono su una motivazione giudiziale che abbia esaminato elementi concreti e successivi alla condanna.

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