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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24428/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che, pur avendo escluso la sussistenza delle condizioni per procedere alla revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale (ossia non ha ritenuto grave la mancata preventiva autorizzazione al cambio di domicilio), ha comunque dichiarato cessata la misura alternativa ritenendo mancanti i presupposti per la sua prosecuzione. Il Tribunale aveva ritenuto non idoneo il nuovo domicilio del Tedesco presso un "bed and breakfast" e ha considerato ostativa la mancanza di un'attività lavorativa regolarizzata o di carattere risocializzante. Il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell'art. 47 Ord. pen. e vizio di motivazione, nonché la contraddittorietà apodittica della decisione circa l'impossibilità dei controlli notturni presso il bed and breakfast e l'eccessiva rigidità sul requisito del lavoro.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha rilevato la contraddittorietà del provvedimento impugnato: il Tribunale aveva escluso la gravità della mancata autorizzazione al cambio di domicilio ma ha comunque dichiarato cessata la misura, decisione che nei suoi effetti equivale a una revoca ex nunc senza l'indicazione del periodo di affidamento positivo. La Corte ha inoltre ricordato che la revoca dell'affidamento in prova non è automatica al riscontro di violazioni e che il giudice deve valutare se le violazioni siano concretamente incompatibili con la prosecuzione della prova; altresì ha precisato che il possesso di un lavoro stabile non è requisito indispensabile per l'affidamento in prova e che possono valere attività alternative (es. volontariato). Ha censurato l'affermazione apodittica sull'impossibilità di controlli notturni nel bed and breakfast e la considerazione della mancanza di lavoro come ostativa senza adeguata motivazione. Per questi motivi l'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di sorveglianza di Roma per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 47 Ordinamento penitenziario

    La Corte interpreta la norma nel senso che il requisito del lavoro stabile non è indispensabile per concedere l'affidamento in prova; la misura può essere confermata anche in assenza di occupazione se il soggetto si impegna in attività utili o risocializzanti.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente per delimitare i profili di censura (violazione di norme sostanziali e vizio di motivazione) impugnati in cassazione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato limitatamente alla riproduzione del motivo di ricorso nei limiti consentiti dagli artt. procedurali; non incide direttamente sull'esito ma disciplina la forma dell'impugnazione.

Massime di principio

  • La revoca o la cessazione di una misura alternativa non è automatica al riscontro di violazioni: il giudice deve valutare, con motivazione adeguata, se le violazioni siano effettivamente incompatibili con la prosecuzione della misura.
  • La mancanza di un lavoro stabile non costituisce, di per sé, motivo obbligatorio per escludere o revocare l'affidamento in prova; possono essere valutate attività alternative o impegni risocializzanti (es. volontariato).
  • Il cambio di domicilio deve essere valutato concretamente: l'alloggio in un "bed and breakfast" non può essere escluso aprioristicamente come incompatibile con i controlli notturni senza specifiche ragioni di fatto e motivazione.
  • Un provvedimento che dichiara "cessata" la misura, pur esclusa la revoca, può avere effetti equivalenti a una revoca ex nunc; in tal caso il giudice deve considerare e motivare gli effetti temporali e l'eventuale conteggio del periodo di affidamento già scontato.
  • In situazioni di cambio di domicilio dovuto a cause oggettive (es. sfratto), il difensore dovrebbe comunque comunicare e, se possibile, chiedere autorizzazione preventiva; la semplice comunicazione alle forze dell'ordine è utile ma non sempre sufficiente a evitare contestazioni, per cui è importante evidenziare le ragioni e le esigenze di tutela nel processo.
  • Le decisioni che incidono sulla misura alternativa devono essere coerenti: non sono ammesse motivazioni contraddittorie o apodittiche; il giudice deve fornire specifiche ragioni su ogni elemento ostativo rilevato.

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