Cassazione Penale, Sentenza n. 6948/2023 del 17/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente deduce violazione di legge, travisamento della prova e vizio di motivazione per aver i giudici interpretato erroneamente il contenuto audio-video di un'intercettazione ambientale: secondo la difesa l'oggetto consegnato era un foglietto/promemoria e non denaro; inoltre sostiene che la conversazione precedente e la richiesta di incontro da parte di Di Bona non provano un pactum sceleris e che non è stato rinvenuto il denaro asseritamente dato.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibile il ricorso. In precedenza la Corte d'appello aveva riformato parzialmente la sentenza di primo grado, riqualificando il fatto in corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.) con applicazione dell'art. 321 c.p. e riconoscimento della circostanza attenuante dell'art. 323-bis c.p., determinando la pena in 2 anni di reclusione. La Cassazione ha ritenuto che la ricostruzione alternativa proposta dal ricorrente fosse inverosimile alla luce degli elementi audio-visivi e della conversazione (tra cui espressioni quali la consegna "di tasca sua" e l'invito a fare in fretta), e ha giudicato irrilevante l'assenza della banconota materiale. Ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 319 cod. pen. (corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio)
Nella sentenza di primo grado era stata contestata questa fattispecie; la Corte d'appello ha però ritenuto più corretta la riqualificazione in corruzione per l'esercizio della funzione
art. 318 cod. pen. (corruzione per l'esercizio della funzione)
La Corte d'appello ha ritenuto che la condotta integrasse questa fattispecie, valutando dall'audio e dal video la consegna di denaro finalizzata all'accelerazione di una pratica amministrativa
art. 321 cod. pen. (concorso nei reati contro la pubblica amministrazione)
Norma richiamata in relazione agli effetti/sussidiarietà nell'ambito della corruzione; applicata dalla Corte d'appello assieme alla riqualificazione ex art. 318
art. 323-bis cod. pen. (circostanza attenuante)
La Corte d'appello ha riconosciuto la circostanza attenuante prevista da tale norma, rideterminando la pena in misura attenuata
art. 616 cod. proc. pen. (Cassa delle ammende)
Sulla base di questa disposizione la Cassazione ha condannato il ricorrente al versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- Le intercettazioni audio-visive, se coerenti e contestualizzate, possono essere valutate come prova sufficiente per ritenere avvenuta la dazione di denaro anche in assenza del rinvenimento materiale della somma
- La Corte di legittimità non è tenuta a preferire la ricostruzione difensiva alternativa quando i giudici di merito hanno fornito una motivazione logica e compiuta; il ricorso per cassazione può essere dichiarato inammissibile se mira solo a proporre una diversa lettura dei fatti già valutati
- Il comportamento delle parti (es. richiesta di incontro, frasi come "di tasca sua" o inviti a fare in fretta) va valutato nel contesto probatorio e può giustificare inferenze sul carattere corruttivo della dazione
- L'assenza di ritrovamento della banconota o dell'oggetto materiale consegnato non impedisce il riconoscimento del reato se altri elementi (audio, video, conversazioni) risultano chiaramente compatibili con la consegna di denaro
- In casi simili è fondamentale articolare in modo puntuale censure di diritto (e non solo alternative ricostruzioni fattuali) per evitare l'inammissibilità del ricorso in cassazione
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