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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15693/2023 del 13/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per truffa aggravata (artt. 110, 640 e 61, primo comma, n. 7, c.p.). Hanno articolato tre motivi: (1) violazione dell'art. 606 lett. e) c.p.p. in relazione all'art. 546 c.p.p. e difetto di motivazione nella parte in cui la Corte d'appello avrebbe omesso di valutare specifiche censure sull'attendibilità della persona offesa; (2) violazione dell'art. 110 c.p. e carenza di motivazione in relazione al concorso di reato imputato a Tomas Braidic e Caterina Kari; (3) errori di diritto e carenza motivazionale sull'applicazione della recidiva a Claudio Braidic, con richiamo a principi valutativi delle Sezioni Unite e mancata considerazione degli elementi difensivi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili nei motivi e, soprattutto, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato. A seguito del d.lgs. 10/10/2022 n.150 (art. 2, co.1, lett. o) il reato di truffa aggravata in contestazione è divenuto procedibile a querela della persona offesa; la persona offesa ha rimosso la querela (atto del 8 marzo 2023) e tale remissione è stata accettata dagli imputati. Per i principi consolidati (Sezioni Unite) la remissione intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione, se tempestiva e rituale, estingue il reato e prevale su questioni di ammissibilità; pertanto, ai sensi dell'art. 620, comma 1, lett. a), c.p.p., la sentenza è annullata senza rinvio. Le spese processuali sono poste a carico dei querelati ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 110

    Norma sulla concorso di persone nel reato; la Corte ha considerato la qualificazione del concorso rispetto ai fatti contestati ma ha comunque annullato la sentenza per estinzione del reato a seguito di remissione della querela

  • Codice penale, art. 640

    Norma del reato di truffa; il fatto era contestato come truffa aggravata con danno patrimoniale rilevante

  • Codice penale, art. 61, primo comma, n. 7

    Aggravante contestata (avere cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità); la qualificazione sostanziale non è stata esaminata nel merito dal giudice di legittimità perché il reato si è estinto

  • D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 2, comma 1, lett. o)

    Ha reso il reato di truffa aggravata, nella fattispecie, procedibile a querela della persona offesa; questo cambiamento di regime procedurale è stato determinante per l'estinzione del reato mediante remissione della querela

  • Codice di procedura penale, art. 620, comma 1, lett. a)

    Consente al giudice di legittimità di annullare senza rinvio quando il reato si è estinto; applicata per disporre l'annullamento della sentenza impugnata in conseguenza della remissione della querela

  • Codice di procedura penale, art. 546

    Richiamato in relazione al motivo di doglianza sulla motivazione; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile o manifestamente infondata

  • Codice di procedura penale, art. 606 lett. e)

    Norma che disciplina le ipotesi di cassazione per violazione di norme sulla motivazione; i ricorrenti l'hanno invocata ma la Corte ha ritenuto i rilievi non consentiti o manifestamente infondati

  • Codice penale, art. 152, comma 3

    Richiamato dalle Sezioni unite per spiegare l'ampiezza del termine entro cui la remissione di querela può essere rilevata (fino alla condanna irrevocabile formalmente); utilizzato per sostenere che la remissione in pendenza del giudizio di legittimità estingue il reato

  • Codice di procedura penale, art. 340, comma 4

    Stabilisce che, se non diversamente convenuto nell'atto di remissione, le spese processuali sono a carico dei querelati; applicata per porre le spese a carico degli imputati/querelati

Massime di principio

  • Se un reato diventa procedibile a querela della persona offesa (per legge successiva) e la persona offesa rimette la querela con accettazione da parte degli imputati, la remissione rituale estingue il reato anche se è pendente un ricorso per cassazione, purché il ricorso sia tempestivo
  • La remissione della querela, una volta accettata dagli imputati, paralizza la perseguibilità del reato e impone al giudice di legittimità di rilevarne l'effetto estintivo e annullare la sentenza senza rinvio ai sensi dell'art. 620 c.p.p.
  • Perché la remissione produca effetti estintivi è necessario che sia formale e rituale e che vi sia accettazione da parte degli imputati; va verificata la correttezza delle formalità (atto verbalizzato, procure degli avvocati, ecc.)
  • La remissione intervenuta in pendenza del giudizio di cassazione prevale su questioni di ammissibilità del ricorso e può essere rilevata dal giudice di legittimità fino alla condanna irrevocabile formale, salvo casi di tardività
  • In presenza di remissione della querela, il giudice può non entrare nel merito delle censure sostanziali (es. valutazione della prova, concorso di persone, recidiva) essendo queste sovrastate dall'estinzione del reato; tuttavia, se la remissione non è valida o non viene accettata, le questioni sostanziali restano rilevanti
  • Occorre controllare le conseguenze economiche: salvo diverso patto nell'atto di remissione, le spese processuali possono essere poste a carico dei querelati ai sensi dell'art. 340 c.p.p.

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