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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44228/2023 del 03/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto di conferma della confisca dell'immobile indicato come "immobile primo" a Sant'Elia Fiumefreddo (via Strette Camere, 59). Il ricorrente deduce violazione di legge e del diritto di difesa per omesso e/o insufficiente accertamento della data di costruzione del bene e della correlazione temporale tra la realizzazione/acquisizione dell'immobile e il periodo di pericolosità sociale attribuito a Spada (attività di spaccio esercitata dal 2003 in concorso con familiari). Sostiene che la motivazione è meramente apodittica e che non è stata dimostrata la rilevanza temporale del bene rispetto ai profitti illeciti contestati.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le censure prospettate attengano alla completezza e logicità della motivazione (riesame di merito) e non a vere e proprie violazioni di legge ammissibili in cassazione nei procedimenti sulle misure di prevenzione patrimoniali (art. 10 e 27 D.Lvo 159/2011). La Corte ha inoltre osservato che, essendo intervenuto un annullamento con rinvio limitato dalla Suprema Corte alla sola verifica della data di realizzazione dell'"immobile primo", la Corte territoriale era tenuta a pronunciarsi esclusivamente su tale questione; ed ha ritenuto adeguata la motivazione sulla data di realizzazione fondata su informative della polizia giudiziaria, riprese aeree e fotografie. Per questi motivi il ricorso è inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.Lvo 159/2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione), art. 10

    Il ricorso contro i provvedimenti applicativi di misure di prevenzione patrimoniali è ammesso in Cassazione solo per violazione di legge; in particolare il controllo di legittimità sull'atto della Corte d'Appello è limitato a vizi di diritto

  • D.Lvo 159/2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione), art. 27

    Richiama l'applicabilità dell'art. 10 alle impugnazioni dei provvedimenti di prevenzione, ribadendo la limitazione del sindacato di legittimità in Cassazione

  • Codice di procedura penale, art. 627

    Limita le questioni deducibili in sede di rinvio: il giudice di rinvio deve attenersi alle specifiche indicazioni contenute nella sentenza di annullamento della Corte di cassazione

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Prevede la condanna per spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso e costituisce base per la condanna al pagamento delle spese e della somma a favore della Cassa delle ammende

  • Giurisprudenza costituzionale e di legittimità

    Corte Cost. n. 321/2004; Cass., Sez. U n. 33451/2014 e pronunce richiamate

    Confermano la legittimità della limitazione del ricorso per cassazione alle sole questioni di diritto nei procedimenti di misure di prevenzione e precisano che i vizi di motivazione sono sindacabili solo quando la motivazione sia assente o apparentemente priva dei requisiti minimi di logicità e completezza

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione patrimoniali (D.Lvo 159/2011) il ricorso in Cassazione è ammesso soltanto per violazione di legge: le censure attinenti alla valutazione e alla completezza della motivazione rientrano di regola nel sindacato di merito e sono, pertanto, inammissibili salvo che la motivazione sia del tutto inesistente o meramente apparente
  • Se la Cassazione annulla con rinvio limitato ad una precisa questione (es. la data di costruzione di un immobile), il giudice di rinvio può esaminare e decidere esclusivamente la questione rimessa; questioni già definite non possono essere rinnovate in diversa sede
  • Per contestare efficacemente una confisca basata sulla correlazione temporale tra acquisizione/realizzazione del bene e condotte illecite è necessario dimostrare una specifica violazione di legge o l'assenza totale di motivazione: semplici richieste di rivalutazione degli elementi probatori non sono ammissibili in Cassazione
  • Elementi tecnici e documentali come informative di polizia giudiziaria, riprese aeree e fotografie possono costituire prova idonea per la determinazione della data di realizzazione di un bene agli effetti delle misure di prevenzione
  • Ricorrere in Cassazione con argomentazioni manifestamente riconducibili a un appello di merito comporta rischio di inammissibilità e di condanna al pagamento di spese processuali e somme a favore della Cassa delle ammende

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