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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17420/2023 del 27/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Latina che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il sequestro preventivo di un centro sportivo padel (due capannoni, struttura in muratura adibita ad area ristoro, container-spogliatoio) per violazione delle norme edilizie (art. 44 lett. b) e art. 95 d.P.R. n. 380/2001). Il ricorrente deduceva insufficiente motivazione del Tribunale riguardo al periculum in mora, sostenendo che le opere erano già ultimate, facilmente amovibili e l'area non sarebbe più a vocazione agricola ma urbanizzata, quindi non sarebbe sussistito un aggravio del carico urbanistico idoneo a giustificare il sequestro.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto corretta e sufficiente la motivazione del Tribunale circa il periculum in mora: le opere, di rilevanti dimensioni (circa 742 mq) e destinate a centro sportivo commerciale in zona agricola, determinano un aggravio del carico urbanistico (afflusso di persone, incidenza su strade e fognature, incompatibilità con la vocazione agricola). La Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite che ammette il sequestro preventivo anche sugli immobili abusivi ultimati quando sussiste il periculum in mora legato al carico urbanistico. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e ad una somma di euro 3.000,00 a favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44 lett. b)

    Norma richiamata come fattispecie connessa alle violazioni edilizie per le quali è disposto il sequestro preventivo; utilizzata per inquadrare il reato edilizio contestato.

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 95

    Richiamato in relazione alle sanzioni amministrative/effetti connessi alle opere abusive; serve a qualificare il quadro normativo edilizio violato.

  • cod. proc. pen., art. 325

    Individua i limiti del sindacato della Corte di cassazione sui provvedimenti cautelari reali: il giudice di legittimità può intervenire solo per violazione di legge, comprensiva dei vizi motivazionali così gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.

  • Sezioni Unite, n. 12878 del 20 marzo 2003 (giurisprudenza)

    Ha affermato la possibilità di applicare il sequestro preventivo anche su immobili abusivi già ultimati quando il periculum in mora è configurato dall'aggravio del carico urbanistico derivante dall'uso dell'immobile, inteso come conseguenza antigiuridica strettamente collegata al reato.

  • cod. proc. pen., art. 616

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 13 giugno 2000

    Richiamata in relazione al tema delle sanzioni e del comportamento processuale: la Corte ha valutazioni in merito all'onere di responsabilità, qui utilizzata per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e per giustificare comunque la sanzione pecuniaria equitativa.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo può essere disposto anche su opere già ultimate se esiste periculum in mora derivante da conseguenze antigiuridiche connesse all'uso (es. aggravio del carico urbanistico).
  • Il 'carico urbanistico' va valutato non solo in termini di superficie costruita ma in relazione alla funzione dell'opera, all'afflusso di persone e all'impatto sui servizi collettivi (strade, fognature, opere pubbliche), con riferimento alla destinazione dell'area.
  • La Corte di legittimità non riforma le valutazioni di fatto del giudice di merito: per impugnare con successo in Cassazione un provvedimento cautelare reale è richiesto un vizio di motivazione radicale (mancanza o illogicità manifesta), non una mera diversa valutazione dei fatti.
  • L'argomento che le opere siano 'facilmente amovibili' o che l'area sia ormai urbanizzata deve essere provato concretamente e dimostrare l'assenza di qualsiasi rischio di aggravio urbanistico per superare il periculum in mora; affermazioni generiche sono generalmente insufficienti.
  • Nelle controversie edilizie cautelari è decisivo valorizzare elementi oggettivi quali dimensioni, destinazione d'uso, ubicazione in zona agricola o no, e la rilevanza dell'attività svolta (commerciale vs. agricola) per valutare il rischio di effetti irreversibili.
  • Per limitare il ricorso al sequestro preventivo, il ricorrente deve fornire elementi concreti che dimostrino l'inidoneità delle opere ad influire sul carico urbanistico o l'esistenza di misure alternative efficaci per prevenire gli effetti illeciti.

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