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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3927/2022 del 03/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare per partecipazione ad associazione finalizzata al narcotraffico. Due censure: (1) incompetenza territoriale in favore del Tribunale di Milano, dedotta sulla base della pretesa continuità con il procedimento 'Area 51' milanese; (2) carenza di motivazione sul punto che gli elementi probatori non proverebbero la collaborazione stabile dell'indagato con il sodalizio e la sua consapevolezza e volontà di farne parte (affectio societatis).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato come infondato. La Corte ha confermato la correttezza della scelta di competenza territoriale del Tribunale di Catanzaro, ritenendo che il luogo di sede del sodalizio sia Guardavalle e che non sussista l'unicità del sodalizio con quello di Milano. Ha inoltre ritenuto sufficienti gli elementi acquisiti (conversazioni intercettate, qualità dei dialoghi, accesso a sistema criptato PGP, ripetuti traffici/importazioni) per fondare il grave indizio di partecipazione anche se la osservazione delle conversazioni ha riguardato un periodo temporale limitato. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Norma richiamata come motivo di ricorso per vizio di motivazione relativo alla competenza territoriale; la Corte ha ritenuto la motivazione del giudice del riesame conforme ai criteri di competenza per reati associativi

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Censura per omessa o illogica motivazione sul reato associativo: la Corte ha valutato che la motivazione sul punto sia adeguata e logica

  • art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Richiamato il principio per cui i reati associativi attraggono la competenza dei reati connessi; la Corte ne applica i criteri valorizzando il luogo della 'base' direzionale del sodalizio

  • art. 9, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma sul criterio territoriale sussidiario (luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione): utilizzata per precisare il metro di attribuzione della competenza quando non è individuabile la sede della direzione

  • art. 12, comma 1, lett. b) e lett. c), cod. proc. pen.

    Richiamati i criteri di connessione e continuazione: la Corte segnala che la connessione richiede che il disegno criminoso sia comune a tutti i soggetti coinvolti, e che la mera parziale sovrapposizione soggettiva non è sufficiente a spostare la competenza

  • art. 73, d.P.R. 309/1990

    Norma che definisce i delitti in materia di stupefacenti: la Corte osserva che elementi quali la serialità degli scambi e la 'qualità' dei dialoghi possono essere indici, ma non automaticamente specializzanti per il reato associativo

  • art. 74, d.P.R. 309/1990

    Norma sull'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: la Corte ricorda che la partecipazione anche temporalmente limitata può configurare l'affectio societatis se emergono elementi dimostrativi di adesione al sistema criminoso

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Norma invocata per la condanna alle spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente ex art. 616

Massime di principio

  • La competenza territoriale per reati associativi si determina in base al luogo in cui ha sede la base direzionale del sodalizio (dove si programmano e dirigono le attività), non solo in base al luogo di consumazione dei singoli reati-fine
  • La mera somiglianza di modalità operative tra due indagini (es. uso di doppi fondi, dispositivi criptati) non è sufficiente a dimostrare l'identità di un unico sodalizio; è necessario dimostrare il medesimo disegno criminoso che coinvolga tutti gli indagati
  • La connessione o continuazione tra procedimenti può spostare la competenza solo se il disegno criminoso risulta comune a tutti i soggetti coinvolti; la presenza di pochi soggetti in comune non basta
  • La partecipazione stabile a un'associazione può essere provata anche mediante contributi temporaneamente limitati se gli elementi (contenuto delle intercettazioni, dimestichezza nei rapporti, accesso a sistemi riservati, ruoli nelle importazioni) mostrano l'affectio societatis
  • La qualità e il contenuto delle intercettazioni (linguaggio, riferimenti non immediati, conoscenze operative) possono avere valore probatorio significativo per la sussistenza dell'associazione, anche se la raccolta riguarda un arco temporale ristretto
  • Nelle impugnazioni cautelari occorre contestare non solo l'esistenza di somiglianze tra indagini, ma fornire elementi concreti che dimostrino l'unitarietà del disegno criminoso e la coincidenza della compagine dirigente

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