Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39725/2025 del 10/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza di conferma del sequestro preventivo del compendio aziendale disposto nell'ambito di un procedimento per delitti connessi (artt. 110 c.p., 329, 322 e 326 d.lgs. n. 14/2019), articolando due motivi: (1) eccezione di nullità per omessa traduzione dell'ordinanza in lingua cinese, in quanto il legale rappresentante non conosce l'italiano e la società agisce tramite il suo rappresentante; (2) vizio di motivazione dell'ordinanza del riesame, che non avrebbe verificato autonomamente i presupposti per il sequestro preventivo.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che Italiamarket sia qualificabile come ente chiamato a rispondere ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 e che il legale rappresentante Chen Shurong sia indagato per i medesimi reati presupposto; tale congiunzione determina un conflitto di interessi (presunto iuris et de iure) che impedisce al legale rappresentante di nominare il difensore dell'ente ai sensi dell'art. 39 d.lgs. 231/2001. Per tale motivo il riesame proposto dal rappresentante è inammissibile. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata alle spese e al pagamento in favore della Cassa delle ammende di euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il riesame del provvedimento di sequestro preventivo: richiamata quale fondamento procedurale dell'ordinanza confermata dal Tribunale del riesame.

  • art. 143 cod. proc. pen.

    Prevede la traduzione degli atti nella lingua conosciuta dall'indagato; il Tribunale del riesame ha ritenuto che tale norma non si applica alla persona giuridica, richiamando giurisprudenza di legittimità.

  • d.lgs. n. 231 del 2001, artt. 34 e 35

    Richiamati dalla ricorrente per sostenere che, per quanto compatibili, devono applicarsi al procedimento dell'ente le disposizioni del codice di procedura penale e le garanzie dell'imputato; la Corte ha comunque ritenuto prevalente il principio dell'incompatibilità del legale rappresentante indagato.

  • d.lgs. n. 231 del 2001, art. 5 comma 1 lett. a), art. 6, art. 25-quinquiesdecies comma 1 lett. g)

    Norme richiamate nel decreto di sequestro come illeciti amministrativi contestati all'ente, in relazione al delitto presupposto.

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 11

    Delitto presupposto richiamato a fondamento della responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi del d.lgs. 231/2001.

  • art. 309 comma 9 cod. proc. pen.

    Richiamato nella motivazione relativa ai poteri del Tribunale in sede di riesame (possibilità di annullare anche per ragioni diverse da quelle dedotte dall'impugnante).

  • art. 39 d.lgs. 231/2001

    Norma che regola la nomina del difensore dell'ente; la Corte ha ritenuto che il legale rappresentante indagato non possa validamente nominare il difensore per l'ente a causa del conflitto di interessi.

  • art. 616 comma 1 cod. proc. pen.

    Fondamento normativo per la condanna alla somma a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 2, n. 13003 del 31/01/2024 – Dell'erba; Sez. 2, n. 44372 del 13/10/2022 – Marino)

    Precedenti della Corte di cassazione affermano il carattere presuntivo del conflitto di interessi quando il legale rappresentante dell'ente è indagato per il reato presupposto, rendendo inammissibile la sua nomina a difensore dell'ente e gli atti da lui proposti per il riesame.

Massime di principio

  • Quando l'ente è chiamato a rispondere ai sensi del d.lgs. n. 231/2001, occorre verificare la posizione del legale rappresentante: se questi è indagato per il reato presupposto sussiste un conflitto di interessi che rende inammissibile la nomina dello stesso a difensore dell'ente e gli atti processuali da lui promossi (ricorso, istanze).
  • La previsione di traduzione degli atti prevista per le persone fisiche (art. 143 c.p.p.) non si applica automaticamente alle persone giuridiche; tuttavia, va valutata la situazione concreta e la possibilità di garantire il diritto di difesa dell'ente attraverso difensori o rappresentanti che comprendano la lingua o tramite altri strumenti procedurali.
  • Se l'atto di impugnazione è proposto da soggetto privo di legittimazione (per conflitto di interessi o per mancanza di poteri), il ricorso può essere dichiarato inammissibile senza che il giudice debba effettuare un accertamento probatorio complesso sulla sussistenza del conflitto, in virtù della sua presunzione iuris et de iure secondo orientamenti consolidati.
  • In caso di contestazioni sul vizio di motivazione del provvedimento impugnato, il tribunale di riesame ha poteri ampi (anche di controllo d'ufficio ai sensi di art. 324 c.p.p. e art. 309 c.p.p.) ma tali poteri non suppliscono all'inammissibilità del ricorso per ragioni formali o di legittimazione; pertanto è necessario che il ricorso sia proposto da soggetto legittimato.
  • Per evitare il rischio di inammissibilità e di condanna alle spese/ammende, le società coinvolte in procedimenti penali devono curare la nomina di un difensore dell'ente non conflittuale e assicurare che le comunicazioni rilevanti siano rese comprensibili al rappresentante effettivo mediante interpretariato o l'utilizzo di un difensore che parli la lingua del rappresentante.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.