Cassazione Penale, Sentenza n. 38797/2022 del 13/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato il riesame avverso il decreto di sequestro probatorio di 2.547 costumi "Uomo Ragno" importati da Pegasus s.r.l. Il ricorrente, tramite difensore, deduce: (i) violazione dell'art. 474 c.p. perché non sarebbe stata configurabile contraffazione del marchio Marvel – sui costumi era presente il marchio della Pegasus s.r.l. e la mera riproduzione del personaggio non identificherebbe un produttore; l'esperta Marvel si sarebbe limitata a dire che i prodotti non sono originali; (ii) violazione dell'art. 253 c.p.p. perché il sequestro sarebbe stato adottato su mero sospetto e non per fatti concreti, mentre il sequestro probatorio non può avere finalità esplorative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione soggettiva del ricorrente. È stato ritenuto che l'art. 354 c.p.p. consente il riesame e il ricorso in cassazione solo a chi abbia concreto interesse (la persona sottoposta a indagini, chi ha subito il sequestro o chi ha diritto alla restituzione). Pur essendo socio unico della società proprietaria dei beni, La Marca non aveva allegato né provato una rappresentanza formale che lo qualificasse titolare del diritto alla restituzione né altro interesse concreto; pertanto non può nemmeno intendersi come terzo interessato. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila a favore della cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., per i profili di colpa ravvisati nella proposizione del ricorso.
Norme richiamate
Norma sostanziale invocata dal ricorrente per contestare la configurabilità della contraffazione. La Cassazione non si è pronunciata sul merito della violazione sostanziale perché ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione; pertanto nessuna valutazione definitiva sul concreto rilievo della norma è stata espressa.
Norma sostanziale relativa ai reati contestati in relazione ai beni sequestrati (tra i reati per i quali sono in corso indagini). Anche su questa norma la Cassazione non è entrata nel merito per effetto dell'inammissibilità del ricorso.
Norma procedurale richiamata dal ricorrente per censurare la natura esplorativa del sequestro probatorio. La Corte non ha approfondito il punto perché ha escluso la legittimazione del ricorrente; resta in rilievo il principio secondo cui il sequestro probatorio non può essere impiegato per meri accertamenti esplorativi, ma la vicenda non ha avuto una decisione di merito su tale questione.
Norma applicata dalla Corte per valutare la legittimazione a proporre riesame e ricorso: possono agire solo coloro che hanno concreto interesse (persona sottoposta a indagini, chi ha subito il sequestro o chi ha diritto alla restituzione). Ne deriva che il socio naturale di una società non è automaticamente titolare del diritto alla restituzione dei beni dell'impresa se non provata una specifica rappresentanza o titolo.
Norma procedurale che consente la condanna a favore della cassa delle ammende in presenza di profili di colpa nella proposizione di atti processuali. La Corte l'ha applicata per infliggere a carico del ricorrente il pagamento di euro 3.000 per la colpa riscontrata nella causa di inammissibilità del ricorso.
Sez. 6, n. 15933 del 08/04/2015 (Piccolo)
Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui il mero fatto di essere socio non attribuisce automaticamente la qualità processuale necessaria a impugnare provvedimenti relativi a beni della società senza un'effettiva rappresentanza o titolo di legittimazione.
Massime di principio
- Il ricorso avverso un decreto di sequestro probatorio è ammissibile solo se proposto da chi abbia un concreto interesse: la persona sottoposta a indagini, chi ha subito il sequestro o chi ha diritto alla restituzione; il solo status di socio non è sufficiente senza prova di rappresentanza o di un titolo specifico.
- Prima di proporre un riesame o ricorso contro sequestri relativi a beni aziendali, occorre dimostrare formalmente la titolarità del diritto alla restituzione (es. carica sociale, procura o altro atto formale che legittimi ad agire).
- Le questioni di merito relative alla configurabilità della contraffazione o all'uso esplorativo del sequestro possono essere rilevanti, ma non saranno esaminate se il giudice di legittimità dichiara il ricorso inammissibile per vizi soggettivi di legittimazione.
- La proposizione di ricorsi palesemente infondati o presentati da soggetti non legittimati può comportare non solo il pagamento delle spese processuali ma anche sanzioni pecuniarie a titolo di ammenda quando emergano profili di colpa nella condotta processuale.
- Se si intende contestare la natura del bene o la titolarità del marchio (es. presunta non contraffazione), è opportuno parallelamente documentare la titolarità del diritto alla restituzione e reperire elementi probatori idonei a giustificare l'interesse concreto all'impugnazione.
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